I 1000 occhi: al via la 25ª edizione del festival

dal 18 al 23 settembre 2026

Lone Women in uscita per Edizioni Hypnos

Dal 18 al 23 settembre torna a Trieste I mille occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti, giunto alla XXV edizione. Sei giorni di proiezioni, incontri e riscoperte tra il Teatro Miela (da venerdì 18 a domenica 20) e il Cinema Ariston (da lunedì 21 a mercoledì 23), e un appuntamento conclusivo il 27 settembre su Rai 3, all’interno di Fuori orario – cose mai viste.

I mille occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti

Un’edizione che conferma la vocazione di I mille occhi a costruire programmi non come semplici panoramiche, ma come percorsi capaci di mettere in relazione film, autori, epoche e pubblici diversi. Il cuore della XXV edizione è Finestra sul terrore: il cuore rivelatore del gotico italiano, grande percorso curato dal fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani dedicato a uno dei territori più fertili e ancora da riscoprire del cinema italiano: da Riccardo Freda a Giorgio Ferroni, da Camillo Mastrocinque a Mario Bava, attraverso film, cortometraggi, trailer, materiali d’archivio e testimonianze rare.

La XXV edizione attraversa il cinema e la cinefilia anche attraverso il Concorso internazionale – Cinema sul cinema, giunto al terzo anno, il programma Kino Basaglia, EstOvest – Le ragazze con la Super8 e il Premio Anno Uno, assegnato quest’anno a Pascal Bonitzer.

Pascal Bonitzer, Premio Anno Uno 2026
È una delle presenze più importanti dell’edizione: Pascal Bonitzer sarà a Trieste per ricevere il Premio Anno Uno e presentare i suoi film, incontrando il pubblico anche in dialogo con Carlo S. Hintermann. Critico cinematografico dei Cahiers du Cinema, sceneggiatore di opere fondamentali del cinema moderno e contemporaneo (con Jacques Rivette e André Téchiné, ma anche Raúl Ruiz e Raoul Peck, e ancora René Allio, Chantal Akerman, Catherine Breillat e Paul Verhoeven) e quindi regista capace di muoversi con particolare libertà tra commedia, giallo e cinema d’autore, Bonitzer è una figura esemplare di critico-cineasta e cineasta-critico.

Il programma gli dedica tre film: Le tableau volé (Il quadro rubato, 2024), Maigret et le mort amoureux (Maigret, l’amore e la morte, 2025) e Victor comme tout le monde (Hugo, 2026). Gli ultimi due saranno presentati in anteprima italiana: Maigret – L’amore e la morte, rilettura di Simenon a partire da Maigret e gli aristocratici, sarà proposto pochi giorni prima dell’uscita italiana del 24 settembre per Lucky Red; Hugo, interpretato da Fabrice Luchini e tratto dall’ultima sceneggiatura di Sophie Fillières, mette invece in scena il rapporto tra la passione per il teatro e la dimensione privata degli affetti familiari, in uscita per Academy Two. Il quadro rubato prende avvio dal ritrovamento nella casa di un ex informatore della Gestapo di un dipinto di Egon Schiele, trasformando la ricerca del quadro in un mistero sull’arte, la falsificazione e le responsabilità del passato.

Il Concorso: il cinema che guarda il cinema
Cinque film compongono il Concorso internazionale – Cinema sul cinema, dedicato alla storia del cinema, ai suoi protagonisti e alla cinefilia come passione, ossessione, cura e possibile liberazione.

Ad aprire il percorso sarà C’era una volta a Viareggio di Davide Rapp, in anteprima assoluta, con l’autore presente a Trieste. Il film torna al 1992, alla prima italiana di Le Iene al Noir In Festival, quando Quentin Tarantino era ancora uno sconosciuto ventinovenne, ricostruendo quella vicenda attraverso testimonianze, archivi e miniature.

Il Concorso comprende inoltre My Armenian Phantoms di Tamara Stepanyan, viaggio nella memoria del cinema armeno sovietico attraverso il rapporto con il padre attore Vigen Stepanyan; Marco Melani. The Man with the Golden Eye di Chiara Seghetto, realizzato nell’arco di quindici anni e dedicato alla figura del grande cinefilo, critico e selezionatore, celebre per il programma tv Fuori Orario, con la presenza dell’autrice; The Joyless Economy di Marjorie Conrad, presentato alla Quinzaine des Cinéastes 2026 e qui in prima italiana; e À ma manière di Gaël Teicher, suo esordio alla regia, costruito attraverso i frammenti dei ritratti realizzati dal compianto Laurent Achard.

Il cuore rivelatore del gotico italiano
Il grande programma curato da Sergio M. Grmek Germani attraversa il fantastico italiano degli anni Sessanta e Settanta mettendolo in rapporto con Poe, Lovecraft, Borges, Bioy Casares, Gogol, Maupassant, la letteratura fantastica e la pittura, ma anche con la musica e con la tradizione cinematografica italiana.

Al centro, naturalmente, Mario Bava, autore ancora da riscoprire nella vastità della sua opera: I vampiri, Operazione paura, Ecologia del delitto, Cani arrabbiati, Gli invasori, Gli orrori del castello di Norimberga, insieme a opere di Freda, Ferroni, Mastrocinque, Ferroni e altri protagonisti del fantastico italiano. Il percorso comprende anche materiali rari e ritrovati, come le riprese di Tullio Mainardi sul set triestino de La statua vivente, Il demoniaco nell’arte con la fotografia di Mario Bava e un estratto televisivo del 1975 nel quale Bava e Carlo Rambaldi realizzano in diretta un trucco cinematografico.

Particolare rilievo avrà Barbara Steele, presenza iconica del gotico italiano e internazionale, attraverso una selezione di trailer e il filmato Testimonianze, realizzato da Sergio M. Grmek Germani con materiali di Barbara Steele e Daria Nicolodi: il girato integrale sarà presentato in anteprima assoluta, per gentile concessione di Ripley’s.

Il percorso si chiuderà con una conversazione dedicata alla storia e alla fortuna del gotico italiano con Teo Mora, Roberto Curti, Simone Starace, Cristina D’Osualdo, Daniele Terzoli e Sergio M. Grmek Germani, insieme a un videointervento di Tim Lucas e alla proiezione a sorpresa di materiali rari.

Le Muse della Super8
Un altro filo della XXV edizione è dedicato a Vukica Đilas e Annabella Miscuglio, due figure dell’avanguardia cinematografica, attraverso materiali Super8 e film che intrecciano cinema, vita privata, sperimentazione e impegno politico.

Di particolare rilievo Home Movies (1970–199?) di Vukica Đilas, montato nel 2015 da Slobodan Šijan a partire dai materiali girati dalla regista dagli anni Settanta ai primi anni Novanta: un diario visivo che attraversa la cultura underground jugoslava e internazionale e che sarà presentato a I mille occhi in prima italiana.

Il percorso dedicato ad Annabella Miscuglio comprende invece L’aggettivo donna, Essere donne di Cecilia Mangini e una scena di Processo per stupro, film fondamentale nella storia del documentario italiano e del movimento femminista.

Kino Basaglia: il cinema come traccia della vita
Kino Basaglia torna a interrogare il rapporto tra cinema, sofferenza, memoria e umanità. Il programma accosta il rarissimo frammento scientifico La crisi dell’isterica bendata, proveniente da La neuropatologia, alle opere di Ivan Faktor e Roberto Rossellini e a Il figlio più bello di Giovanni Piperno e Stefano Rulli, che sarà presentato alla presenza di Stefano Rulli, co-regista e co-sceneggiatore del celebre film documentario del 1975 intitolato Matti da slegare, che aveva l’intento di sostenere le tesi dello psichiatra Franco Basaglia sulla malattia mentale e di contribuire all’impegno politico sociale per l’eliminazione dei manicomi.

Il cinema ritrovato e il cinema come esperienza materiale
La ricerca sulle copie e sulla forma stessa della proiezione rimane uno dei principi fondanti di I mille occhi. L’edizione 2026 si apre con La répétition générale (1980) di Werner Schroeter, con Pina Bausch, in copia 16mm ritrovata da Gary Vanisian. Nel programma figura inoltre Fumeria d’oppio (1947) di Raffaello Matarazzo, presentato in una copia 35mm ritrovata da Penny Video, e diversi titoli provenienti da negativi originali e materiali d’archivio.

La pellicola, dunque, non viene considerata un supporto neutro o sostituibile, ma parte dell’esperienza dell’opera cinematografica: un film torna a vivere nel presente attraverso la sua materia, il suo formato, la sua luce.

La notte di Fuori orario
Il percorso della XXV edizione prosegue, dopo le giornate del festival, il 27 settembre su Rai 3 con Fuori orario – cose mai viste: una puntata dedicata a Mario Bava che proporrà materiali della conversazione finale e dell’archivio RAI, insieme a La venere d’Ille di Mario e Lamberto Bava e La strada per Forte Alamo di Mario Bava.
Un festival, dunque, che anche nella sua XXV edizione continua a mettere in dialogo il cinema del passato e quello del presente, la ricerca d’archivio e le opere contemporanee, la cinefilia e la critica, la sala e la televisione, la scoperta e la memoria.

Tutte le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero.

SCARICA LA TUA COPIA GRATUITA DEL NOSTRO SAGGIO IDEE (S)VELATE

SEGUICI SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM, SCOPRI IL NOSTRO ALMANACCO NERD E RESTA AGGIORNATO SUI NOSTRI CONTENUTI E COMMENTA CON NOI!


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8937 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
#powertobenerd

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.