Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald – Recensione

Riuscirà il male a prevalere sul bene?

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald - La recensione

New York, 1927: è da qui che riprende Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald, la seconda pellicola della saga, che torna a raccontare le vicende di Newt Scamander nei libri scritti sempre dall’intramontabile J.K. Rowling.

La magia del mondo creato dalla penna della scrittrice inglese non smette mai di stupire e, dobbiamo dirlo, in quest’ultima pellicola è riuscita – anche nelle vesti di sceneggiatrice, al fianco del regista David Yates – a lasciarci ancora a bocca aperta. In Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald, in qualche modo, si sono ricomposti pezzi di puzzle che mancavano dalla saga di Harry Potter, svelando ulteriori dettagli circa alcuni dei personaggi menzionati.

Primo su tutti è Albus Silente. Prima ancora che uscisse la pellicola, infatti, si vociferava qualcosa circa il passato di colui che poi diventò Preside di Hogwarts, e la pellicola non ha decisamente deluso le aspettative. Ciò che ha caratterizzato Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald – come successo anche nelle ultime pellicole della saga di Harry Potter – è quel non so che di cupo e misterioso, concentrandosi sul pazzo piano di Gellert Grindelwald di riunire tutti i maghi a prendere possesso del mondo dei nomag (i babbani), eliminandoli o trasformandoli in servi.

Un anno dopo la sua cattura e di detenzione al MACUSA, Grindelwald (interpretato sempre da Johnny Depp) deve essere trasferito da New York a Londra ma, grazie al corrotto impiegato del Ministero degli Stati Uniti Abernathy, riesce a fuggire proprio durante il viaggio.  Nonostante durante la sua detenzione gli fosse stata tagliata la lingua – così da evitare che, grazie alle sue doti persuasive, potesse dissuadere le guardie –  il mago riesce comunque a far perdere le sue tracce, non senza prima una battaglia scandagliata dai lampi e tuoni del temporale. Arrivata la notizia della sua fuga, il Ministero di Londra si mobilizza e subito va alla ricerca delle sue tracce, cercando di ingaggiare anche Newt Scamander, con un piccolo compromesso: revocargli il divieto di viaggiare al di fuori del suo paese imposto alla fine di Animali Fantastici e dove trovarli. A cercare di convincerlo c’è anche il fratello Theseus (Callum Turner, Guerra e Pace), insieme alla fidanzata Leta Lestrange (Zoe Kravitz), ma il Magizoologo non accetta.

Come se non bastasse, il Ministero e Grindelwald a loro volta sono entrambi alla ricerca della stessa persona: Credence Barebone (Ezra Miller). Ritenuto l’erede perduto famiglia Lestrange, Grindelwald cerca di attirarlo a sé perché consapevole della sua potenza da Obscurus, ma in fondo è l’unico che sa la VERA verità. In un susseguirsi di eventi, Newt ritrova Albus Silente, che cerca di convincerlo nel partire sulle tracce di Credence, offrendogli anche un alloggio sicuro, un “vecchio amico”. Quest’ultimo si rivelerà essere nient’altro che Nicholas Flamel, colui che creò la Pietra Filosofale.

Il magizoologo ritrova anche Jacob e Queenie: quest’ultima, per cercare di dissuadere il compagno che non vuole sposarla (la legge vieta che un mago sposi un nomag), decide di stordirlo ma, quando Newt se ne accorge e la situazione degenera, lei scappa a Parigi dalla sorella Tina, dove finisce però nelle grinfie di Grindelwald. Con un sotterfugio, anche Newt e Jacob vanno a Parigi per cercarla – e per ritrovare Tina, che nel frattempo è sulle tracce di Credence.

Quello che ci si è chiesto per gran parte del film è stato: perché non è Silente a fermare Grindelwald? Presto detto: ciò che frena Albus è un patto di sangue stretto con Grindelwald da giovani, un patto concentrato in un ciondolo che racchiude il sangue dei due, custodito dallo stesso Grindelwald. Se da una parte abbiamo l’onestà e la luce, dall’altra abbiamo tutto il contrario: noncurante di questo patto, Grindelwald cerca di trarre a sé Credence con un obiettivo, cercare di eliminare colui che considera la più grande minaccia per il raggiungimento del suo piano, appunto Silente. E Barebone nella pellicola si trova in questa sorta di limbo, tra il bene e il male, per poi cedere – forse anche non del tutto convinto – al lato oscuro.

L’Obscurus è una parte importante per portare a compimento il piano di Grindelwald, ma non è l’unica: il mago vuole trarre a sé quanti più maghi possibile nel suo folle piano di sottomettere i nomag e stravolgere le leggi imposte ai maghi dal Ministero della Magia. Marciando sui loro malcontenti, come farebbe solo il peggiore dei tiranni, Grindelwald decide di riunirli per stringere con loro un’alleanza, rompere lo Statuto Internazionale di Segretezza che impedisce ai maghi di rimanere nascosti ai “babbani”, imponendo su di loro la supremazia. A lui decide di aggiungersi anche Queenie, la quale in cuor suo spera che così facendo potrà combattere per annullare la legge che vieta il matrimonio tra mago e nomag. Riuscirà il male a prevalere sul bene?

Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald – i collegamenti con la saga di Harry Potter

Nella seconda pellicola di Animali Fantastici sono ricorrenti molti dettagli che si ricollegano alla saga di Harry Potter. Come già spiegato alcuni girano intorno a Albus Silente: dal mantello dell’invisibilità alla sua carriera come insegnanti di Difesa contro le arti oscure a Hogwarts. Oltre al futuro Preside di Hogwarts ritroviamo anche la Professoressa McGranitt, sempre in vesti più giovani e sempre come insegnante di Trasfigurazione.

In Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald viene dato un volto e una voce anche a un altro personaggio ben noto nella precedente saga magica. Ritroviamo infatti Nicholas Flamel, niente meno che il creatore della Pietra Filosofale.

Il suo nome, invece, basta per ricollegarlo a uno dei momenti più tristi della saga di Harry Potter: Nagini. E bene sì, la bestiola non del tutto innocente che accompagna Voldemort – e che ha dato il “colpo di grazia” a Piton – in passato era una donna, una Maledictus, rimasta intrappolata nel corpo del noto serpente. In Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald la ritroviamo nello stesso circo di Credence, obbligata a trasformarsi per il piacere degli spettatori curiosi ma che, per colpa della sua maledizione presto non sarà più in grado di tornare nelle sembianze umane.

Animali Fantastici: I crimini di Grindelwald – Credence, Albus e la fenice

Proprio Credence racchiude – forse – uno dei dettagli più importanti che riguardano Albus Silente. Se a inizio film si crede possa essere il fratello perduto di Leta Lestrange (Zoe Kravitz), quando la stessa smentisce la notizia ammettendo di aver causato accidentalmente la sua morte, ecco che arriva il vero e proprio plot twist che da una netta sterzata a tutto il film. Credence, infatti, in realtà dovrebbe essere Aurelius Silente, rendendolo così parente di Albus. Non si capisce, però, se sia il fratello, il figlio o se abbia un altro tipo di legame parentale, oppure se addirittura non si tratti semplicemente di un inganno da parte di Grindelwald. Non dimentichiamoci, infatti, che lo stesso è un bravo oratore e manipolatore, in grado di convincere chiunque dei suoi folli piani.

Questo importante particolare, infatti, sarà ancora tutto da provare: potrebbe essere che sia tutto un sotterfugio di Grindelwald per sfruttare i sentimenti e la rabbia repressa di Credence – nel non aver mai trovato la sua vera famiglia –, nonché anche la sua potenza, per cercare di eliminare una delle minacce principali del suo piano, Silente. Chi ci impedisce di pensare che, nel momento in cui Grindelwald gli ha mostrato la fenice, dicendogli che questa corre in aiuto ai Silente nei momenti d’aiuto, non sia in verità tutto un inganno? Tutte le ipotesi sono aperte.

Animali Fantastici: I Crimini di Grindelwald – Conclusioni

Il mondo magico creato da J.K. Rowling riesce sempre a stupire, specie per chi è cresciuto a pane e Hogwarts. La seconda pellicola di Animali Fantastici è andata ad aggiungere nuovi dettagli, nuovi pezzi mancanti al puzzle del mondo creato dalla scrittrice britannica, la quale è stata in grado – insieme al regista David Yates – di amalgamare il lato oscuro con quello del bene, facendo notare ancora una volta come il male riesca a trovare un posto nella scontentezza delle persone, ma che – se le storie precedenti non ci hanno ingannato – lo stesso non è destinato a prevalere sul bene.

Le scene più oscure sono state smorzate da momenti di comicità e un pizzico di romanticismo che non possono certamente mancare, specie per rendere il tutto più leggero. Certamente con questa pellicola il capitolo rimane ancora aperto, in attesa di scoprire cosa succederà nel terzo capitolo in arrivo e, si spera, vedere ancora una volta il bene trionfare sull’oscurità.

Informazioni su Jessica Rivadossi 514 Articoli

Nata e cresciuta nel milanese, è appassionata di cinema e musica, ma anche serie tv addicted tanto che, quando ne trova una che la appassiona particolarmente, non riesce a trattenersi dal fare binge watching.

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