
La grande stagione del cinema horror – prosegue con la terza fatica del regista Damian McCarthy. Tra folk horror e viaggio nei meandri più oscuri della mente, il regista irlandese ci regala più di un brivido, ma…
Hokum – La nostra recensione
Lo avete letto ovunque: luglio 2026 è stato assolutamente da record per le sale cinematografiche. Gli arrivi in sala di Odissea di Christopher Nolan e Spider-Man: Brand New Day hanno dato continuità a una stagione che già nel periodo natalizio aveva registrato cifre enormi al botteghino grazie a Zalone e Avatar.
A partire da maggio sono state due opere horror nate dalle menti di giovani autori a ritagliarsi uno spazio importante accanto ai blockbuster. Stiamo ovviamente parlando di Obsession di Curry Barker e Backrooms di Kane Parsons (che ci ha entusiasmato). Superando entrambi la soglia dei 5 milioni di incasso, i due film hanno dimostrato quanto l’originalità e la voglia di sperimentare possano riportare la gente nelle sale, compresa la (troppo vituperata) Gen Z. Grazie al passaparola, i lavori di Barker e Parsons sono ancora disponibili in molti cinema e hanno facilitato la strada all’arrivo di Hokum di Damian McCarthy.
Il cinema è arte e industria: se da qualche anno l’horror – che sia elevated o più commerciale – incassa, è chiaro che guadagni sempre più spazio nelle programmazioni. Tutta questa tiritera per screditare Hokum? Assolutamente no, è importante però spendere due parole sul contesto in cui esce il film di McCarthy non è banale.
Il protagonista della pellicola è Ohm Bauman, interpretato da un convincente Adam Scott (Scissione), un romanziere che non riesce a portare a termine il suo libro più importante. Sopraffatto da pensieri che vanno ben oltre la sfera professionale, l’autore decide di recarsi in uno sperduto hotel irlandese, dove i suoi genitori americani avevano trascorso la luna di miele. Qui Bauman si ritrova immerso in un mondo ricco di folklore, tradizioni e antiche credenze, che non fanno che alimentare il suo cinismo e, al contempo, far emergere i suoi traumi personali. Come può la sparizione di una cameriera dell’hotel legarsi all’elaborazione del lutto per la madre?
Hokum, come i precedenti (ottimi) lavori di McCarthy, è ambientato in un’Irlanda che non fa semplicemente da sfondo, ma si configura come un vero e proprio personaggio del cast. Tra black humor, elementi crime e presenze maligne, la pellicola non tradisce le aspettative degli appassionati, pur dimostrandosi fin troppo lineare nello svolgimento della vicenda.
Non mancano i jump scares, i personaggi inquietanti – il trailer spoilerava già qualcosa da questo punto di vista – e una costante sensazione di angoscia che pervade lo spettatore per tutta la durata del film.
Il film è assolutamente consigliato, ma con un’avvertenza: l’hype generato dalla promozione, un trailer lontano da ciò che la pellicola è in realtà e – ora che le anteprime si sono svolte in quasi tutto il mondo – il punteggio altissimo su Rotten Tomatoes potrebbero creare troppe aspettative.
Riagganciandomi al discorso iniziale: ora che l’horror sembra essere diventato un fenomeno quasi virale, etichette come “miracolo”, “il film più spaventoso di sempre” o frasi simili rischiano di danneggiare un genere abituato a essere innovativo, sperimentale e libero fin dai suoi esordi.
La soggettività e il gusto personale sono insindacabili, concedetemi però questo piccolo boomer alert: la speranza che il cinema horror ottenga sempre maggiore visibilità grazie a prodotti di qualità deve andare di pari passo con l’auspicio che la rincorsa all’incasso non porti a film freddi e ripetitivi. In quest’ottica incuriosisce l’ondata di adattamenti cinematografici legati a creepypasta, analog horror e leggende metropolitane dell’era digitale in arrivo nel prossimo biennio. Non ci resta che aspettare, senza pregiudizi.
Summary
Al cinema vi attende Hokum di Damian McCarthy, un’opera matura e interessante che farà parlare di sé, ricreando quelle atmosfere da notti horror anni ‘90. Ops, secondo boomer alert. Fateci sapere la vostra!
- Trama7/107/10
- Regia8/108/10
- Personaggi6.5/106.5/10
- Colonna sonora7/107/10

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