
Oggi vi parliamo de Il Malloppo, il nuovo film diretto da Volfango De Biasi e in arrivo nei cinema italiani il 3 settembre 2026. Un’opera distribuita da Vision Distribution che vede schierata una “mano di carte” di assoluto rispetto: Diego Abatantuono, Michele Foresta (il leggendario Mago Forest), Max Angioni, Antonio Catania e Maria Amelia Monti. Tra ambientazioni padane, fumo da osteria e criminali d’altri tempi sarà un film meritevole?






Il Malloppo – La nostra recensione
Il Malloppo è ambientato in una Ferrara impregnata di fascino retrò, storie irrisolte e odore di buon cibo. La lore del film ruota interamente attorno al personaggio di Diego Viani (interpretato da un sempre carismatico Diego Abatantuono). Diego è un leggendario ex rapinatore famoso negli anni ’80 per i suoi colpi “a mano disarmata”. Dopo aver pagato il suo debito con la giustizia scontando una lunga pena, ha definitivamente archiviato il suo passato criminale per vestire i panni di un pacifico oste nella tranquillità ferrarese.
Tuttavia, come in ogni buona campagna di un gioco di ruolo che si rispetti, il passato ritorna sempre sotto forma di un evento imprevisto. Quando un suo vecchio complice viene trovato morto, convinto fino all’ultimo che Diego gli avesse sottratto un leggendario e mai ritrovato bottino d’oro della banda, l’ex rapinatore diventa il primo e unico indiziato. A dargli la caccia c’è il commissario Castrone (Antonio Catania), inflessibile e determinato a chiudere il fascicolo una volta per tutte incastrandolo.
È qui che entra in gioco l’agenzia investigativa più sgangherata della storia del genere: Michele Ragusa (Michele Foresta), un investigatore privato con un bilancio perennemente in rosso e abituato a seguire casi da quattro soldi (corna e gattini smarriti), e il suo assistente stagista Alex (Max Angioni), ragazzo dall’entusiasmo travolgente quanto scoordinato. Nel tentativo di dimostrare l’innocenza di Diego, i due si lanciano in un’indagine sconclusionata, finendo per scoperchiare una fitta rete di segreti rimasti sepolti per più di trent’anni tra Roma e l’Emilia-Romagna. L’ambientazione è calda, nostalgica e ricca di quell’ironia italica che mescola il poliziottesco d’altri tempi con la commedia degli equivoci contemporanea.
Volfango De Biasi costruisce una struttura che alla lunga non riesce a entusiasmare. L’accoppiata Michele Foresta – Max Angioni funziona come un motore d’azioni ben oliato nella sua assoluta imprevedibilità con alcune scene oltre la verosimiglianza. Foresta porta sul grande schermo i tempi comici del suo storico personaggio teatrale e televisivo, lavorando di fioretto con battute fulminee, strabuzzamenti d’occhi e una mimica facciale inconfondibile. Angioni funge da buon partner spalla che tenta di fare la cosa giusta finendo inesorabilmente per scatenare l’effetto domino sbagliato. Abatantuono non tradisce le aspettative sulla sua performance mentre tutto il resto attorno sembra un po’ vacillare. La narrazione non subisce eccessivi tempi morti ma non decolla a tal punto da tenervi incollati allo schermo.
L’equilibrio generale regge tutto sommato bene, peccando un po’ in quelle che dovrebbero essere le scene di azione, al di sotto delle aspettative.
Summary
Il Malloppo è un lavoro sufficiente, che strizza l'occhio a chi cerca qualcosa di leggero e non troppo impegnativo. È un film che gestisce le proprie "risorse" con intelligenza, mettendo al centro la forza dei suoi interpreti, soprattutto dei principali.
- Trama6.5/106.5/10
- Regia6.5/106.5/10
- Personaggi6.5/106.5/10
- Colonna sonora6/106/10

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