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Manodopera – Recensione

Manodopera - Recensione

Distribuito da Lucky Red, dopo una fugace apparizione in sala ecco in edizione home video l’ultimo lavoro di Alain Ughetto, incentrato sulla vita dei suoi nonni. Un film tecnicamente perfetto e umanamente necessario.

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Manodopera – La nostra recensione

Ughettera, il paese degli Ughetto. Tutti gli abitanti di questo paesello, alle pendici del Monviso, portavano questo cognome. Con l’avvento del Fascismo, Luigi e la moglie Cesira decidono di emigrare in Francia. Questo è l’incipit di questo delizioso film in stop motion, scritto e diretto da Alain Mughetto, il nipote dei due protagonisti.

Il titolo originale del film è Interdit aux Chiens et aux Italiens. 

Vietato a cani e Italiani.

Questa frase era facilmente trovabile fuori da botteghe e negozi francesi. I nostri connazionali erano trattati come animali, sfruttati nei cantieri per costruire tunnel, gallerie e strade. I turni erano massacranti e le loro vite contavano davvero poco: la manodopera poteva essere facilmente rimpiazzabile. Resta incredibile come una storia così lontana nel tempo sia ancora terribilmente attuale, pur cambiando spesso il ruolo dei protagonisti. 

Eppure, in questo film emerge pochissimo il giudizio: come ci racconta lo stesso Alain nei contenuti extra, questo progetto vuole essere una testimonianza della vita della sua famiglia. Lui, nativo francese, ha donato magia e tenerezza al film grazie ad alcune scelte stilistiche. Prima di tutto la scelta di dialogare con nonna Cesira. 

Il film vede spesso “interferire” la mano di Alain con i suoi personaggi in plastilina, tra i quali Cesira, la narratrice della storia. Nonna e nipote dialogano, interagiscono in questa dimensione onirica tra realtà, ricordo, nostalgia e carne e plastilina. 

E l’effetto è magico.

L’utilizzo dell’animazione rende anche i passaggi più drammatici della storia meno duri, ma non meno efficaci. La manodopera dei manovali incontra quella di Alain e i suoi collaboratori che ricostruiscono paesaggi e personaggi di inizio secolo con grande cura e precisione. 

La narrazione è accompagnata dalla colonna sonora del Premio Oscar Nicola Piovani; una musica non invadente fa da sottofondo alla saga familiare dei Mughetto, una famiglia umile, coinvolta in eventi più grandi di loro, come la guerra.

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