
Settimo film del franchise e terzo film dedicato ai piccoli e bislacchi esserini gialli. Questa volta non c’è nessun cattivone da servire: c’è da salvare il Cinema e…il mondo!
Minions & Monsters – La nostra recensione
Minions & Monsters ha sparigliato le carte in tavola, regalando ai fan un’avventura originale che si smarca nettamente dai precedenti capitoli “solisti” o in compagnia di Gru.
I Minions tornano sul grande schermo celebrando la storia e l’importanza del mezzo cinematografico.
Alla regia torna Pierre Coffin, la mente suprema dietro al fortunato franchise di Cattivissimo Me, affiancato alla scrittura da Brian Lynch, già sceneggiatore del primo Minions nel 2015 e autore del soggetto del sequel Come Gru diventa cattivissimo del 2022. Coffin, inoltre, si conferma lo storico doppiatore delle creature gialle: è stato lui stesso a inventare il Minionese, divertente e iconico miscuglio di suoni infantili, onomatopee e vocaboli rubati a varie lingue del mondo.
Il film si apre all’interno di un grande Museo del Cinema, ricco di oggetti di valore e cimeli di culto. Tra le teche spunta persino George Lucas, che presta la voce a se stesso nella versione originale. Qui, un’esperta guida racconta a un gruppo di turisti l’importanza cruciale dei Minions per la settima arte, dando il via a un lungo flashback che riporta il pubblico indietro di circa cento anni.
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In questa avventura gli spettatori non troveranno i classici Kevin, Stuart e Bob, bensì un nuovo trio: James, Henry ed Ed. Quest’ultimo, in particolare, è un Minion sordo che comunica con i compagni attraverso la lingua dei segni, dimostrandosi un alleato fedele e prezioso. James, dal canto suo, ha un grande sogno nel cassetto: realizzare un film. Riuscirà nell’impresa? E soprattutto, che ruolo avranno i Mostri del titolo?
Come accennato, Minions & Monsters prende le distanze dal passato. Il film mantiene una struttura narrativa semplice, capace di conquistare i più piccoli con gag fisiche e situazioni buffe, ma non si ferma qui: la pellicola è una grandiosa dichiarazione d’amore al cinema, ricca di omaggi a scene iconiche della cultura pop e di raffinati riferimenti storici. Sotto questo aspetto, è esilarante la sequenza in cui i Minions entrano in una profonda crisi professionale a causa dell’avvento del cinema sonoro. Lungi dall’essere un mero esercizio di stile, il film offre 90 minuti spassosi e adatti a tutta la famiglia, capaci però di esercitare un appeal ancora maggiore sui cinefili. Nota di merito per il doppiaggio italiano di Maccio Capatonda, che presta la voce a Max, il regista dell’espressionismo tedesco che spingerà James a inseguire il suo sogno.
Esaurito (forse) il filone narrativo legato alla ricerca del “Cattivissimo” da servire, i Minions tornano sul grande schermo celebrando la storia e l’importanza del mezzo cinematografico. Le creature di Coffin dimostrano così una straordinaria duttilità e la capacità di adattarsi a ogni tipo di contesto, una versatilità che garantisce al franchise un futuro florido e stimolante, scongiurando il rischio di proporre formule ripetitive.
Summary
Frullando insieme cinema muto, fantascienza classica e atmosfere alla tedesca, il brand fa il salto di qualità: non è più solo un cartone per i più piccoli, ma un vero cult per spettatori di tutte le età. Il bello? Ci riesce mantenendo intatto quel caos divertente e leggero che ci ha fatto innamorare dei Minions.
- Trama8/108/10
- Regia7/107/10
- Personaggi7/107/10
- Colonna sonora7/107/10

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