Mortal Kombat II – Recensione

Mortal Kombat II - Recensione

Keith Urban molla i panni di  Butcher e diventa Johnny Cage in un film divertente e poco altro. I fan del franchise non resteranno comunque delusi!

Mortal Kombat II – La nostra recensione

Ci sono delle regole nei Mortal Kombat: gli Antichi Dei hanno stabilito che i guerrieri di due differenti regni possono sfidarsi per la conquista del territorio avversario. La squadra che per prima riuscirà a vincere dieci tornei consecutivi potrà impossessarsi del mondo dei guerrieri sconfitti che spesso ci rimettono anche la vita.

A inizio film il regno di  Edenia,  passa sotto il controllo di Shao Kahn. Il Signore di OutWorld sconfigge e uccide il re Jerrod, impossessandosi della sua terra e della sua famiglia. Kitana, principessa di Edenia e ora del Regno Esterno viene addestrata a diventare una combattente di livello.  Shao Kahn conta su di lei per le future sfide di Mortal Kombat.

Il nuovo regno puntato dal Signore del Regno Esterno: Earthrealm, il Regno della Terra.

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Tra il team di combattenti che dovrà difendere la Terra, ecco finalmente Johnny Cage (Keith Urban, il Butcher di The Boys), attore hollywoodiano decaduto dopo essere stato una star degli action movie anni ‘90, quelli ricchi di testosterone e hard rock  dove il protagonista esce sempre vincente ed illeso. Il personaggio regala al film quell’ironia necessaria a  questo reboot di Mortal Kombat.

Le sfide tra i Regni si incrociano con il desiderio di immortalità di Shao Kahn, il ritorno dagli inferi di Kano e la figura di Bi Han/Sub-Zero. All’appello manca nessuno:  Jax, Sonya Blade, Lord Raiden, Scorpion, Liu Kang.

Il sequel del film del 2021 vede ancora una volta alla regia Simon McQuoid. Si caratterizza per i combattimenti violenti e sanguinosi stile b-movie che comunque non tradiscono l’estetica del videogame, grazie ad un utilizzo appropriato della CGI. 

Ciò che convince meno del progetto è la sceneggiatura. Greg Russo dopo essersi occupato nella scrittura del primo capitolo della (probabile) trilogia passa il testimone a Jeremy Slater (Fantastic Four del 2015, Godzilla vs Kong, ma anche Umbrella Academy e Moon Knight).  

Il film fatica ad essere scorrevole e la maggior parte dei personaggi  è -nonostante stiamo parlando della trasposizione cinematografica di un picchiaduro – troppo poco approfondita, 

É apprezzabile invece il lavoro alle musiche di Benjamin Wallfisch.

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Informazioni su Mauro Orsi 208 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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