RESIDENT EVIL – Recensione

il ritorno di un grande franchise

RESIDENT EVIL - Recensione

Zach Cregger, dopo Barbarian e Weapons, scrive e dirige una horror comedy incentrata su uno dei più amati franchise di videogiochi.  

Resident Evil – La nostra recensione del film

I (molti) fan di Zach Cregger avranno letto le sue dichiarazioni durante la realizzazione di Resident Evil e nei primi eventi promozionali: è un estimatore della saga, nonché un appassionato giocatore fin da quando il titolo uscì per la prima PlayStation. Affidare un franchise a un fan può essere rischioso, ma non se stiamo parlando di Cregger.

Il regista di due gioielli come Barbarian e Weapons parte con il nobile obiettivo di realizzare il film che avrebbe sempre voluto vedere su Resident Evil. Oltre a dirigerlo, lo co-produce e ne scrive la sceneggiatura insieme a Shay Hatten (John Wick 3, John Wick 4, Army of the Dead), ponendo al centro della narrazione un personaggio inedito.

Si tratta di Bryan, un corriere ospedaliero che si trova coinvolto nel disastro di Raccoon City. Il ragazzo — interpretato da un ottimo Austin Abrams — è convinto di dover trasportare da un ospedale all’altro il “solito” organo per un trapianto. Non sa, invece, che nella sua borsa c’è ben altro. E, suo malgrado, scoprirà presto cosa sta succedendo agli abitanti della città.

I ritmi narrativi sono alti, ricchi di jumpscare, ma soprattutto di grande ironia. 

Il Resident Evil del 2026 è una horror comedy capace di cambiare registro con velocità, ma senza mai incepparsi. Ancora una volta, la regia di Cregger si rivela un punto di forza: lo spettatore si trova immerso nel gameplay, tra inquadrature in soggettiva come nei migliori survival game ed elementi di camera a spalla per ricreare la concitazione degli inseguimenti. In poco più di novanta minuti, Cregger ci regala un film ricco di tensione e (in)sano divertimento.

Incuriosisce, al termine della visione, pensare a come sarebbe potuta essere la director’s cut. Dopo alcuni test screening precedenti all’uscita in sala, la produzione ha infatti deciso di tagliare alcune scene perché erano ritenute troppo divertenti e avrebbero rischiato di rompere il perfetto equilibrio tra survival horror e black comedy. Ma sicuramente noi supernerd saremo accontentati più avanti con la versione home video… o almeno si spera!

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Informazioni su Mauro Orsi 215 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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