Superman – Recensione

Il ritorno della DC

Superman - Recensione

Arriva finalmente in sala il Superman umano e politico di James Gunn che dirige e scrive il primo film del nuovo DC Universe. Il tentativo di dare nuova linfa al personaggio è nel complesso riuscito, con qualche perplessità.

Superman – La nostra recensione

A fine 2022 James Gunn è stato nominato co-presidente e co-CEO dei DC Studios, con l’obiettivo di creare un universo narrativo da sviluppare attraverso film, serie tv e videogiochi

Il fallimento del precedente DC Extended Universe, nato con The Man of Steel di Zack Snyder e seppellito con il secondo capitolo di Aquaman, è stato costellato da fragorosi flop che hanno portato Warner a ingaggiare Gunn, reduce da una convincente esperienza con i Marvel Studios. Il suo The Suicide Squad è stato un interessante antipasto per il DCU, che vede nel film dedicato a Superman il primo tassello.

James Gunn ci regala probabilmente il miglior film realizzato su Superman. L’umanità del giovane Kryptoniano è il punto di forza di un racconto che si distacca da tutto ciò che abbiamo visto nelle pellicole precedenti sull’icona DC.

David Corenswet indossa l’iconica tuta blu di SuperMan: non siamo in presenza di un kryptoniano perfetto e imperturbabile come quello interpretato da Henry Cavill nell’opinabile film di Snyder. La versione 2025 di Superman è un ragazzo di campagna che sta prendendo consapevolezza dei suoi enormi poteri che desidera mettere a disposizione per difendere il genere umano. 
Collabora con la Justice Gang, un gruppo composto dalla Lanterna Verda Guy Gardner, da Mr. Terrific e da Hawkgirl. Rispetto ai tre metaumani, Superman incarna maggiormente i valori e lo stile del bravo ragazzo, generoso e a favore dei più deboli.
Ancora una volta, il villain del film è Lex Luthor, interpretato da un sempre ottimo Nicholas Hoult. La versione attuale del personaggio è – in un certo senso – trumpiana: Luthor è un geniale, quanto spietato magnate della tecnologia, nonché un abile commerciante di armi
Lex è un grande comunicatore, capace di utilizzare media e social a proprio favore. Il lavoro per screditare Superman è costante e spietato, tanto da convincere l’opinione pubblica di come il Kryptoniano sia un invasore, arrivato sulla Terra per rendere l’umanità schiava. 

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Il personaggio di Lois Lane è interpretato da Rachel Brosnahan. Sa che la sua attuale frequentazione, il collega Klark Kent al Daily Planet, è in realtà Superman (si invita al monologo di Bill in Kill Bill Vol.2 per la spiegazione approfondita sul fatto che Kent sia l’alter ego di Superman e non viceversa). Tra i due sembra che stia nascendo l’amore, ma lo spirito dubbioso, disincantato e punk rock di Lois rende il rapporto tra i ragazzi complicato.

Il film affronta diverse tematiche, apparentemente molto slegate. Alcune sono più vicine ai classici racconti di formazione, come ad esempio il viaggio dell’eroe, costellato di difficoltà e scelte e prove da superare per raggiungere il bene. Emergono temi come la famiglia, la ricerca della propria identità, riferimenti sci-fi a universi tasca, naniti e clonazione.

Altri argomenti del film colpiscono per la loro (triste) attualità: è chiaro il riferimento ai conflitti tra Russia e Ucraina e tra Israele e Palestina*; è altrettanto interessante come la LuthorCorp possa rappresentare una bruciante metafora di come si posizionano gli Stati Uniti nei confronti di queste guerre. Interessanti anche gli spunti sull’utilizzo di media e social da parte dei potenti oligarchi (incarnati sempre da Luthor) e il ruolo del giornalismo nel racconto della realtà.

Insomma in questo film c’è tanta carne al fuoco, forse troppa. La varietà di argomenti e i conseguenti registri narrativi necessari per affrontarli, rendono il film un po’ frammentato e nessun argomento o personaggio viene completamente approfondito.

Fa eccezione il personaggio di Luthor/Hoult, ben scritto nella sua discesa agli inferi per raggiungere il suo scopo. Il suo odio atavico verso Superman è raccontato in ogni parte del suo diabolico piano che ha il suo Zenit nello scontro tra il supereroe e Ultraman, sicario di Lex Luthor.

Trattandosi di un film di Gunn non possono mancare l’ironia e il divertimento: ci pensano  Krypto, il (super)cane del protagonista, Lanterna Verde (Nathan Fillion) e la rigidità di Mr. Terrific (Edi Gathegi) a regalarci qualche sorriso. Rispetto a ciò che abbiamo visto nei precedenti cinecomics del regista,  si nota una minore spregiudicatezza, probabilmente per rimanere più vicini allo stile classico e sobrio di Superman.

Pur iniziando dai punti di debolezza, il film è da considerarsi ampiamente sopra la sufficienza. Superman intrattiene, diverte e regala due ore di piacevole svago, mantenendo un buon ritmo narrativo. La sensazione è che molto di ciò che abbiamo visto in Superman verrà sviluppato nei prossimi prodotti del DC Universe. Basandosi, però, sulla visione del singolo film, era lecito aspettarsi molto di più da un film che rappresenta il debutto di un nuovo franchise. Superman di James Gunn è infatti il primo film della fase 1 del DCU, intitolata Dei e Mostri, che prevede come prossima uscita nel 2026 SuperGirl, in attesa di titoli con maggiore hype come The Authority e Swamp Thing.

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*: ci sembra doveroso puntualizzare come scrivere “conflitto Russia – Ucraina” e soprattutto “conflitto Israele – Palestina” sia inesatto e superficiale: si tratta di una semplificazione utile per parlare del film. Invitiamo i nostri lettori a informarsi sull’attualità attraverso fonti più competenti, precise e preparate su argomenti complessi come la situazione globale attuale.


Informazioni su Mauro Orsi 194 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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