Zootropolis 2 – Recensione

Il ritorno degli agenti speciali Judy e Nick

Zootropolis 2 - Recensione

Tornano gli agenti speciali Judy e Nick in una nuova e divertente avventura, ricca di spunti di riflessione. Finalmente un Classico Disney degno di questo nome!

Zootropolis 2 – La nostra recensione

Nel 2016, Zootropolis fu un sorprendente terremoto nel mondo dell’animazione: Oscar come Miglior Film della categoria, oltre un miliardo di dollari di incasso a livello mondiale e una serie di personaggi irresistibili, entrati nel cuore e negli smartphones – tutti abbiamo condiviso una gif o un meme con Flash, il bradipo, no? – degli appassionati. Insieme a Frozen, rappresenta uno degli ultimi Classici Disney entrati nell’immaginario popolare.

Zootropolis 2 è un grande film.

Disney e Pixar nel nuovo millennio hanno moltiplicato la produzione di sequel e serie tv collegate ai loro franchise più forti e conosciuti. Era fisiologico che prima o poi toccasse anche a Zootropolis. A guidare il progetto c’è ancora Byron Howard insieme a Jared Bush, già co-regista di Zootropolis ed Encanto e autore di Oceania, tre dei più grandi successi  della Disney del 21° secolo. Bush si occupa anche della sceneggiatura con Yvette Merino (Oceania).

Il film riprende le (dis)avventure della coniglietta Judy e della volpe Nick a pochi giorni dall’arresto di Dawn Bellwether, avvenuta  al termine del primo capitolo. 

I due amici e colleghi sono ormai un team affiatato nella polizia di Zootropolis, anche se le differenze caratteriali tra loro sono sempre maggiori. Nick ha un approccio spavaldo e provocatorio verso tutto e tutti. Distaccato, sarcastico e poco incline al sacrificio. Esattamente il contrario di Judy: idealista, altruista e guidata da un forte senso di giustizia. Le incomprensioni tra i due e la difficoltà nel seguire le regole del Capitano Bogo metteranno a dura prova il loro rapporto e anche la loro carriera in polizia. Entrambi vengono accusati di essere alleati dei rettili – classe di animali esclusa da Zootropolis guardata con grandi pregiudizi –   e di tramare contro la potente famiglia Lynxley.

I Lynxley sono una famiglia di linci, discendenti di Ebenezer, colui che inventò un importante macchinario che ha permesso a tutti i mammiferi di vivere insieme, ma in zone differenti delle città, dove è possibile trovare il clima adeguato alle diverse specie animali. La prestigiosa e ricca famiglia  vive infatti nella Tundra, la zona più in espansione di tutta Zootropolis. 

Sarà compito dei nostri due eroi – aiutati da un serpente e una bizzarra castorina – scoprire la verità sulla nascita di Zootropolis e l’esilio dei rettili.

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Zootropolis 2 è un grande film. Attraverso un interessante intreccio narrativo – intricato, ma comprensibile anche dai più piccoli – emergono temi importanti come l’amicizia, la sincerità verso sé stessi, la paura di non essere compresi, l’integrazione, la diversità e l’importanza di perseguire obiettivi nobili anche se la società sembra andare in un’altra direzione. Perché, come imparano sia Nick che Judy, il mondo non è sulle spalle di un solo animale.

Ciò che colpisce e convince di Zootropolis 2 è la capacità di trasmettere valori, senza mai rinunciare a divertire. La comicità irresistibile di alcuni sketch, le citazioni cinematografiche sparse per il film, gli easter egg e i riferimenti al mondo reale e alla cultura pop in chiave “animalesca” regalano più di un sorriso e risultano funzionali alla trama.

Nulla da dire neanche sul doppiaggio: ottime performance di Max Angioni e Michela Giraud, voci rispettivamente dei due nuovi co-protagonisti Gary il serpente gentile e Nipples, la castorina podcaster. Un grande applauso anche alla dott.ssa Stefania Andreoli nella parte di una collega che gestisce conflitti tra coppie di agenti. Divertente anche la trovata di utilizzare gli ex juventini Claudio Marchisio e  Alex Del Piero come doppiatori di due…zebre!

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Informazioni su Mauro Orsi 194 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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