L’albero d’oro è la storia di un ecoterrorista

Una storia vera di avidità e follia

La stagione dell'acquario in uscita con Iperborea

Iperborea ha annuncia la disponibilità del libro L’albero d’oro di John Vaillant.
Una notte d’inverno, una motosega, un uomo che si sente profeta e un piano: abbattere l’albero d’oro delle Haida Gwaii. La storia di un ex boscaiolo diventato ecoterrorista, della sua scomparsa nel nulla e della sua domanda ancora oggi urgente: come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione del nostro pianeta?

L’albero d’oro

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Quando gli europei sbarcarono per la prima volta a Haida Gwaii, arcipelago canadese al largo di Vancouver, nel Pacifico, trovarono un popolo nativo raffinatissimo, gli haida, oltre a ricchezze impensabili, che solo una natura ipertrofica poteva dare: lontre dal pregiatissimo pelo, alberi giganteschi. Non sapevano che pochi chilometri più in là, sull’isola maggiore, cresceva un peccio perfetto dagli aghi dorati. Gli haida lo chiamavano K’iid K’iyaas: per loro era un membro della tribù; per la scienza, una mutazione genetica unica. Trecento anni dopo, le lontre sono quasi estinte, l’industria del legname ha colonizzato l’arcipelago e il peccio d’oro non c’è più: l’ha abbattuto nel 1997 Grant Hadwin. Lo ha fatto per un’illuminazione divina: dopo una vita da taglialegna, a vedere foreste secolari ridotte a deserti, in lui si è risvegliata una viscerale coscienza ecologica. Ha scritto lettere e un documento tanto utopistico quanto delirante per un nuovo ordine mondiale e infine, visto che nessuno lo ha ascoltato, si è deciso: serviva un’azione simbolica. Dopo è sparito nel nulla. Al confine tra thriller e leggenda, John Vaillant racconta di un popolo ferito e pronto a ferire dopo aver perso tutto; di un’industria che da secoli rade al suolo le foreste; degli uomini che vi lavorano, selvaggi, estremi, machisti; di un fuoriuscito da quel sistema, predicatore nel deserto ed ecoterrorista. E a quasi trent’anni di distanza, qualche piccolo peccio d’oro fa rivivere il mito di K’iid K’iyaas, ma rimangono le stesse domande di Hadwin: fino a che punto potrà continuare lo sfruttamento del pianeta, e come possiamo aprire gli occhi del mondo sulla devastazione che comporta?

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8638 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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