
Con Miami Purity, Vicki Hendricks ci catapulta nella calda Florida degli anni ’90. La storia racconta di Sherri, una donna determinata a cambiare vita. Dopo la morte del marito, decide infatti di abbandonare il lavoro da spogliarellista per darsi ad un impiego diurno.

Miami Purity – La nostra recensione
Quando vede la lavanderia Miami Purity, ma soprattutto quando vede Payne al bancone, il suo corpo si scalda. E Sherri è una donna d’istinto, così capisce che è il posto giusto; sarà quello il suo nuovo inizio.
Peccato che la donna faccia fatica a tenere a bada i suoi forti impulsi erotici. Questa volta, però, sembra che la vita la voglia aiutare nel suo cambiamento. Payne, infatti, è un bravo ragazzo e la ama davvero-o almeno, così le pare. Sarà questa la realtà? Come la protagonista nota fin da subito, il ragazzo ha un nome che ricorda il dolore (pain, in inglese).
La relazione però procede e l’amore sboccia, ostacolato solo dalla madre di lui. Ed è qui che Sherri inizia a pensare a come liberarsi della donna, finendo in una spirale di azioni illecite. Sempre più immersa nelle conseguenze dei suoi delitti, riuscirà la nostra anti-eroina ad avere il suo lieto fine?
Miami Purity è una perfetta lettura da ombrellone. Lo stile dell’autrice è molto scorrevole e fluido, tanto che il lettore è catturato nella storia e non se ne stacca. Vi dico solo che ho divorato il libro, leggendolo in un pomeriggio. Non riuscivo- e non volevo- allontanarmi dalle pagine. Prima di leggerlo ero un po’ titubante per via della componente erotica: non sono una grande fan del genere e temevo mi avrebbe rallentato. Ma non è stato affatto così; è ben inserita e funzionale alla storia. D’altronde, è proprio la voglia erotica di Sherri a (s)muovere le cose e far procedere la vicenda.
Il giallo, poi, è ben incastrato e interessante e si staglia su uno sfondo che mescola alcol, caldo e nostalgia. Come da manuale, le scelte dei personaggi sono sempre moralmente ambigue; fare il tifo per o contro qualcuno non è poi così scontato. Vicki Hendricks riesce quindi a trasmettere delle vibes noir molto forti. L’atmosfera è ben costruita e ricorda quella dei grandi classici del genere. Sebbene non ci sia la pioggia sullo sfondo, il caldo torrido della Florida e della lavanderia creano un mix di malinconia e claustrofobia vincente. Il tono del romanzo è cupo al punto giusto per farne un noir ben riuscito.
Insomma, da appassionata del genere ve lo consiglio e ringrazio Blackie Edizioni per la copia review; c’è la giusta atmosfera per creare un vortice torbido di eros, dubbi e delitti. Perfetto per l’estate, fidatevi!

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