
Grazie ad Edizioni e/o ho avuto modo di leggere il romanzo d’esordio di Portia Elan, Verso Casa.

La storia è una vera e propria matrioska di personaggi e trame. Spostandosi tra il 1980, il 2080 e il 2580, conosciamo Becks, Tamar, Yesiko e California, quattro donne i cui destini sono in qualche modo intrecciati. E mentre cerchiamo di districare il mistero di Verso Casa, esploriamo una vasta gamma di sentimenti.
Verso Casa – La nostra recensione
Becks deve affrontare la perdita di suo zio, incastrata in una relazione difficile con la madre e in un gruppo di amici in cui sembra non trovare la sua dimensione.
Grazie ad una strana eredità su un floppy disc, però, scopre un modo per riscrivere la sua storia. E in un mix di musica, reference alla cultura pop anni ‘80, amore per la programmazione e per i videogiochi, affronta il viaggio più difficile: scoprirsi e fare coming out con sé stessa.
Nel mentre, Yesiko è costretta a rivedere le sue più intime credenze e regole. Ha bisogno di soldi per saldare un debito che la tiene prigioniera. L’unica via di scampo è accettare per la prima volta dei passeggeri sulla sua nave. Questo evento, però, la turba più del previsto. È davvero indipendente come crede? Ma, soprattutto, è così negativo aver bisogno dell’aiuto degli altri?
Tamar invece si interfaccia con lo sviluppo di nuove tecnologie IA per gestire il cambiamento climatico. Costretta ad un certo punto a cambiare direzione alle sue ricerche, scopre che qualcosa si è evoluto oltre la sua immaginazione. E poi c’è California, che, nello spazio, decide di non rispettare gli ordini ricevuti per risolvere un mistero che si dipana oltre il tempo e le galassie.
Queste donne, seppur lontane, percorrono una strada simile. Sono pioniere nel loro campo e costrette ad affrontare i propri demoni. Di fronte a scelte difficili, decidono di non mollare e questo permette loro di crescere, scoprendo ed accettando nuovi lati di sé.
In un mix di fantascienza e romanzo di formazione, Verso Casa tiene il lettore incollato al testo. Infatti, più procede la lettura e più ci chiediamo come siano collegate le varie sottotrame.
Grazie all’alternanza di formati, passando dal racconto, agli scambi epistolari fino alla simulazione di gioco, il ritmo è sempre serrato e piacevole. Proprio questa scelta narrativa aggiunge, a mio parere, dinamicità e avventura, incalzando il lettore.
Verso Casa riesce a fondere temi diversi e importanti senza mai essere pesante o didascalico. Il racconto di Becks e di suo zio ci mostra l’esperienza dell’omesessualità negli anni ‘80. Le difficoltà, la paura dell’AIDS e della non accettazione. Ma ci fa anche riflettere sulle “found families” e sulla solidarietà nel mondo queer.
Tamar e Yesiko invece ci raccontano del cambiamento climatico e ci mostrano un mondo distopico in cui l’acqua ha sommerso le terre. Però, anche qui, come per Becks, a prevalere è la speranza. Ed è questo sentimento a guidare California, che ci aiuta a riflettere sul potere dei piccoli gesti e su quanto possano impattare le nostre esistenze.
Il romanzo è un intreccio sapiente di trame ed emozioni, che fa riflettere sul potere della narrazione e sul suo ruolo salvifico.
E Verso Casa è anche questo. Un romanzo in cui salti temporali, world building, mondo queer e videogiochi si intrecciano per parlarci di resilienza, scoperta e speranza.
L’ho trovato molto ben narrato e costruito, ve lo consiglio caldamente!

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