
Cosa definisce l’attrazione tra due persone? Cosa rende un’attrazione considerata normale ed un’altra sbagliata? Lazi (soprannome dell’autrice, Qiu Miaojin) ripercorre la fine degli anni ‘80 a Taiwan nei suoi diari, I taccuini del coccodrillo, raccontando del suo rapporto col desiderio e l’attrazione.
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I taccuini del coccodrillo – La nostra recensione
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Il coccodrillo diventa una metafora per parlare di una comunità che, negli anni in cui fu scritto il testo, non era certo ben vista a Taiwan e subiva, anzi, forti discriminazioni. Ma è anche una metafora molto attuale. Ci racconta di chi è costretto, fin da piccolo, ad indossare una maschera per potersi mimetizzare in mezzo agli altri ed essere accettato.

I taccuini del coccodrillo, scritto in forma di diari, usa un linguaggio molto poetico e trascina il lettore tra le pagine. Riesce a creare un’atmosfera introspettiva, facendoci entrare in contatto con la voce narrante ad un livello così profondo che diventa, a momenti, quasi viscerale.
Lazi ci accompagna in un percorso tormentato di autoscoperta. L’arrivo in università corrisponde al suo primo amore con Shui-ling.
Il rapporto tra le due è difficile e altalenante, perché vede la protagonista confrontarsi con il proprio desiderio come qualcosa da combattere. Lazi si ritrova così a respingere Shui-ling e cadere in una spirale di autolesionismo.
Convinta di non meritare amore per via della pressione sociale interiorizzata, lo allontana e cerca di costringersi a essere “normale”. In questa lotta interiore, finirà per voler fingere di essere eterosessuale.
La storia di Lazi, dunque, ci racconta di un conflitto interno, in cui l’accettazione della propria sessualità e dei propri impulsi è ardua.
In questo viaggio difficile, però, la narratrice incontrerà altri coccodrilli, che diventeranno per lei una famiglia. Uniti dalle difficoltà e costretti ad indossare una maschera, i membri della comunità queer creano una rete di supporto in cui nessuno è giudicato.
La scena, per esempio, in cui per la prima volta Lazi si apre con Chu-kuang mi ha molto commossa. Lui dice di avere “le verruche sotto i piedi” e crede, per questo, di essere irrimediabilmente solo e incompreso. Quando la protagonista, però, gli dice che anche lei le ha, si sente la magia di un momento in cui due persone scoprono di non essere più sole nella sofferenza. Ci mostra un legame fondato sul riconoscersi reciprocamente, anche senza bisogno di spiegarsi.
I taccuini del coccodrillo è un testo che affronta il coming out più importante, quello con sé stessi. Il processo difficile, ma necessario, che porta a riconoscersi e accettarsi, affrontando l’idea, interiorizzata fin dall’infanzia, che la propria identità e i propri desideri siano qualcosa da nascondere o correggere.
Ringrazio molto ADD Editore per avermi dato modo di leggere questo testo, che mi ha toccato profondamente. Un testo che, a mio parere, può essere una lettura interessante per tutt*.
Per chi non fa parte della comunità queer può offrire uno sguardo intimo su un’esperienza spesso raccontata dall’esterno. Per chi ne fa parte, invece, offre una lettura in cui non sarà difficile rispecchiarsi e ritrovare molto del vissuto quotidiano.
Credo che sia giusto confessare che recensire questo titolo comporta, per me, una buona quota di soggettività. Però proprio per questo ve lo consiglio: vorrei tanto che la me di anni fa avesse potuto leggere parole come queste, per capire che non era sola.

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