L’angolo del lettore – Ne uccide più la penna…

Un po' di Scozia, un po' di giallo

L'angolo del lettore - La maledizione dei Löwensköld

Appassionati di gialli e thriller, tocca ancora a voi. Se siete tra quelli che amano risolvere enigmi sotto un cielo grigio, circondati da brughiere selvagge e pecore con istinti suicidi, allora mettetevi comodi. Oggi voliamo in Scozia, per la precisione nel villaggio di Lochdubh, per seguire l’ultima fatica dell’agente Hamish Macbeth in Ne uccide più la penna… di M.C. Beaton, edito da Astoria, che naturalmente ringraziamo per la copia review.

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L’apertura di questa storia si apre con un tocco alquanto originale e all’apparenza decontestualizzato, una spruzzatina di vera e propria sana invidia londinese. Jenny Ogilvie, amica della storica (e algida) fiamma di Hamish, Priscilla Halburton-Smythe, decide di partire per le Highlands con un obiettivo ben chiaro (valutate voi quanto nobile): sedurre il poliziotto locale solo per fare un dispetto all’amica. Quello che Jenny non sa è che Lochdubh non è esattamente il set di una commedia romantica, è un luogo sperduto nelle highlands scozzesi, un po’ fuori dal mondo e dalla civiltà. Ad accoglierla trova la signora Dunne e il suo bed & breakfast “Sea View”, un luogo dove il riscaldamento funziona a monete da cinquanta pence e il linoleum verde lucido è l’unico barlume di modernità…

M.C. Beaton ci regala un cozy mystery perfetto per chi cerca una lettura scorrevole ma non banale.

Mentre Jenny cerca di sopravvivere al nuovo clima scozzese (metereologico e non solo), Hamish Macbeth ha problemi ben più seri di una turista a caccia di flirt. Il vicino villaggio di Braikie è stato infatti inondato da lettere anonime velenose. All’inizio sembrano solo scritti innocui – come l’accusa alla rispettabilissima moglie del pastore di avere una tresca proprio con Hamish – ma il clima si fa presto pesante con la comparsa di alcuni cadaveri, veri.

M.C. Beaton ci regala un cozy mystery perfetto per chi cerca una lettura scorrevole ma non banale. Il punto di forza del romanzo non è solo la trama investigativa – che si complica con omicidi camuffati da suicidi e perizie grafologiche negate per tagli al bilancio – ma la caratterizzazione dei personaggi.
Hamish Macbeth è il prototipo dell’eroe atipico: intelligente ma congenitamente pigro, preferisce una tazza di tè e la compagnia del suo cane Lugs alle complicate procedure di Strathbane, dove l’ispettore capo Blair non perde occasione per mettergli i bastoni tra le ruote. La sua capacità di risolvere i casi deriva più dalla conoscenza profonda della psicologia umana (e dei pettegolezzi locali) che dai mezzi scientifici.

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La Beaton descrive le Highlands con un amore tangibile senza risparmiarci il lato “spietato” e selvaggio della natura scozzese. La scrittura è ironica e tagliente. Il contrasto tra la mondanità di Jenny e la rigidità degli abitanti di Braikie crea situazioni esilaranti, tipiche della commedia degli equivoci ma nonostante l’apparente leggerezza, il tema del bullismo e delle maldicenze è trattato con serietà. Chi si nasconde dietro la penna avvelenata?

Ne uccide più la penna… è un capitolo imperdibile per i fan della serie ma può essere goduto anche da chi si avvicina per la prima volta al mondo di Hamish Macbeth. È un romanzo che parla di come le parole possano essere armi letali, il tutto servito con una buona dose di umorismo britannico e panorami mozzafiato.
Se cercate un giallo che non vi faccia passare la notte in bianco per la paura ma che vi stimoli a riflettere sui segreti che si nascondono dietro le porte chiuse di un tranquillo villaggio, questo è il libro che fa per voi.

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8338 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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