L’angolo del lettore – I rituali delle ombre

un viaggio nelle tenebre

L'angolo del lettore - La maledizione dei Löwensköld

Esistono storie che si limitano a intrattenere e storie che, citando Franz Kafka, “provengono dalle profondità del sangue e dell’angoscia”. I rituali delle ombre di Miriam Palombi (edito da DZ Edizioni, che ringraziamo per la copia review, ndr) appartiene prepotentemente a questa seconda categoria. Con questa lettura entriamo nei territori di una scrittura affilata e tagliente, dove le parole diventano zanne pronte a lacerare la carne e intaccare le ossa…

L’angolo del lettore – I rituali delle ombre

La cifra stilistica di Miriam Palombi, definita nella prefazione di Nicola Lombardi come una sorta di “sacerdotessa pagana”, affonda le radici in un humus atemporale e nerissimo. La sua fantasia è ancorata alle suggestioni del più oscuro folklore italico, richiamando maestri del “gotico rurale” come Eraldo Baldini o le atmosfere spettrali di Pupi Avati.
Dalle valli del Friuli-Venezia Giulia alle pendici di Greccio, l’autrice ci conduce in una dimensione di orrore atavico, dove il quotidiano si spegne per spalancare voragini su mondi popolati da cannibali, streghe, e traumi che infettano l’anima.

Una lettura essenziale per chi ama l’horror che non ha paura di sporcarsi le mani con il fango della realtà.

Il libro si apre con una “Iniziazione” che non è solo tematica ma strutturale. Il primo racconto, L’albero della fame, ci trascina a Ovaro, in Friuli, dove il vecchio Bruno Sartori affronta i demoni di una carestia passata che ha piegato la comunità nel modo più turpe possibile. L’immagine dell’albero i cui frutti sono membra di corpi depezzati — dita, occhi, organi flaccidi — è una visione epifanica e gloriosa che definisce immediatamente il tono dell’opera: un pasto necrotico e lussurioso che serve a placare una fame antica e maledetta.
In La voce nei muri, l’orrore si sposta in un condominio anonimo, dove il piccolo Giulio ascolta le storie terribili del vecchio Elijah Zorzi. Qui la fame si mescola alla cenere dei forni crematori, alla pelle scuoiata utilizzata come cuoio e alla consapevolezza che certi mostri non muoiono mai ma continuano a sussurrare attraverso le intercapedini dei muri. La rivelazione finale sull’identità di “Karl” e sul contenuto di quel “sacco di pelle” appeso nel cunicolo è un colpo allo stomaco che lascia senza fiato.
Uno dei temi più potenti e disturbanti dell’opera è quello delle “maternità sbagliate, segnate, maledette”. In L’inno delle madri, l’istituto “Casa della Misericordia” diventa il teatro di un rituale pagano dove levatrici dalle unghie coriacee e volti di cera officiano nascite empie. Il protagonista, Leonardo, scopre di essere parte di una discendenza di tenebra, legata alla “Madre di tutte le madri”, una reliquia ciclopica che custodisce feti inariditi come frutti di un utero canceroso.

SEGUICI SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM, SCOPRI IL NOSTRO ALMANACCO NERD E RESTA AGGIORNATO SUI NOSTRI CONTENUTI E COMMENTA CON NOI!

Che si tratti dei dipinti maledetti in Visioni dal crepuscolo, dove l’oscurità materica di Eirik Damiani sembra risucchiare la realtà stessa, o dei poteri telecinetici e distruttivi di una neonata in Rossa di sangue, la Palombi non concede mai tregua. Il sangue, come viene ribadito, è la radice di tutto: un’offerta necessaria per placare voleri più alti.
Il volume prosegue esplorando la trasformazione e la perdita di sé nel capitolo “Passaggio” per poi concludersi con quello “Espiazione”, permettendoci così di concludere il nostro rituale, attraverso letture capaci di risvegliare umori mai dimenticati, un’eredità ancestrale fatta di magia e paura.

La prosa della Palombi è una “affabulazione viscerale” che non concede spazi alla redenzione. Ogni racconto è un tassello di un mosaico più grande, un cerchio incompleto che invita l’oscurità a entrare indisturbata. È un libro che morde e che ricorda al lettore che le paure più profonde, quelle che ristagnano dentro ognuno di noi, sono vive, pulsanti e, soprattutto, affamate. I rituali delle ombre è una lettura essenziale per chi ama l’horror che non ha paura di sporcarsi le mani con il fango della realtà e il sangue del mito. Miriam Palombi ha officiato un sinistro rituale letterario con estremo successo. Siete pronti ad affrontarlo?

SEGUICI SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM, SCOPRI IL NOSTRO ALMANACCO NERD E RESTA AGGIORNATO SUI NOSTRI CONTENUTI E COMMENTA CON NOI!


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8338 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
#powertobenerd

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.