L’angolo del lettore – Il tessitore di incubi

Nei meandri dell'horror

L'angolo del lettore - I taccuini del coccodrillo

L’ignoto, l’oscuro e il misterioso hanno sempre una sorta di fascino e questo volta ci addentreremo in un sottosuolo romano che nasconde segreti antichi quanto il mondo. Abbiamo avuto infatti il piacere di leggere in anteprima Il tessitore di incubi, l’ultima fatica di Elena Mandolini, edita da DZ Edizioni. Se amate i thriller psicologici che sfociano nel fantasy urbano e nell’horror cosmico, preparatevi: questo viaggio potrebbe costarvi molto caro.

L’angolo del lettore – Il tessitore di incubi

Il romanzo si apre con un prologo brutale, quasi ritualistico: un essere senza nome e senza tempo, in una biblioteca sotterranea infinita, incide la propria carne per “cucire” letteralmente una nuova pagina di vita in un volume magico. È l’incipit di un destino già segnato per il protagonista, Giulio De Risi.

Questa fusione tra folklore precolombiano e la modernità di una Roma frenetica dà al romanzo uno spessore unico.

Giulio è il prototipo del ragazzo di successo: studente modello di Medicina, stella del rugby della capitale, carismatico e ammirato da tutti. Dietro questa facciata “da copertina” si nasconde però un’ombra opprimente. Giulio convive con visioni terrificanti: un bambino deturpato che lo osserva nel silenzio delle sue notti insonni e un’entità ciclopica, una creatura glabra dagli occhi bianchi e dalle dita oblunghe che lui chiama il “Signore dei Racconti”.

Attraverso un lungo e sapiente uso del flashback, l’autrice ci rivela che il successo di Giulio non è farina del suo sacco. Da ragazzino, Giulio era l’esatto opposto di ciò che è oggi: un nerd fragile, vittima di bullismo, che si sentiva una delusione per i propri genitori. La svolta avviene in una giornata di pioggia a Roma, quando il giovane Giulio trova un varco sotto un tombino e incontra l’Essere.

Qui la Mandolini tocca corde profonde: l’ambizione e l’invidia. Giulio stringe un patto con questa creatura, che scopriremo essere un Ka’nsah, un dominatore del destino. Il prezzo? Una vita di successi in cambio di un debito oscuro da saldare in futuro. Il simbolo di questo patto è un tatuaggio invisibile agli altri, il kanji “Shiro” (Bianco) impresso sul dorso della sua mano ma, come ogni contratto faustiano, il “si dà e si toglie” è la regola d’oro: per permettere a Giulio di diventare il migliore, il suo migliore amico d’infanzia, Carlo, paga il prezzo più alto in un tragico incidente.

Lo stile della Mandolini è serrato, quasi claustrofobico. La narrazione in prima persona ci permette di vivere l’angoscia di Giulio che, nonostante l’amore per la bella e tenace Rebecca, sente il terreno sgretolarsi sotto i piedi. Il rugby, che prima era la sua gloria, diventa una tortura; lo studio diventa un ammasso di parole senza senso. Il Ka’nsah torna a reclamare ciò che è suo, e lo fa in modo orripilante, accecando simbolicamente Giulio e privandolo di ogni certezza.

Uno degli aspetti più intriganti è la ricerca che Giulio compie nella Biblioteca Nazionale. L’autrice intreccia sapientemente la finzione con la mitologia Maya, introducendo figure che non vi andremo a svelare in questa sede. Questa fusione tra folklore precolombiano e la modernità di una Roma frenetica dà al romanzo uno spessore unico, ricordando vagamente le atmosfere di American Gods di Neil Gaiman ma con un tocco molto più intimo e tragico.

Il tessitore di incubi non è solo un libro sull’orrore sovrannaturale; è un’analisi spietata sull’ossessione per la perfezione e su quanto siamo disposti a sacrificare per il successo. È un romanzo che scorre veloce come uno scatto sulla fascia di un campo da rugby ma che colpisce duro come un placcaggio a sorpresa (giusto per restare in tema). Elena Mandolini ha saputo creare un’opera che parla di rimpianto e di come, a volte, l’unico modo per uscire da un incubo sia diventarne, a nostra volta, i tessitori.

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8461 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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