
Baldini+Castoldi ha annunciato le novità in arrivo in libreria durante i primi mesi del nuovo anno. Andiamo a scoprire insieme le nuove letture, i libri e i romanzi in arrivo nel corso dei mesi di gennaio, febbraio e marzo del 2026.
Baldini+Castoldi – Le prime novità del 2026
23 gennaio
Antonio Amurri
Piccolissimo
Baldini+Castoldi, collana i Lemuri, pp. 180 ca., 18 euro.
«Io non so che cosa può interessare a voi di mia moglie, dei miei figli e di me. In ogni caso tengo a far sapere che, se pure scrivo tante cose contro di loro, lo faccio con affetto. Non per vendetta.» Inizia così il primo libro in cui Amurri rivolge il suo sguardo ironicamente spietato sui propri cari. Attraverso diversi capitoli/quadri, l’autore disegna il mondo dei suoi congiunti in modo iperbolico ma realistico, con simpatia e sincerità ma soprattutto con i suoi fulminanti paradossi comici, obbligando i lettori non solo a sorridere ma anche a identificarsi in quelle situazioni perché quasi sempre sono capitate anche a loro. Ogni membro della famiglia Amurri viene chiamato con il suo nome reale e descritto in base ai veri pregi e difetti, il marito Antonio, ovvero l’autore stesso, la moglie Milvia, i figli adolescenti Valentina, Franco e Roberta e il piccolissimo Lorenzo.
Un caleidoscopio della famiglia italiana, uscito per la prima volta nel 1973, con il quale Amurri lanciò un nuovo «lessico famigliare» inventato per la rubrica che teneva sul settimanale Grazia e poi diventato il primo best seller di genere umoristico con tirature fino a 1 milione di copie e traduzioni in Una mezza dozzina di lingue straniere.
6 febbraio
Klara Murnau
Better Call Klara
La guida per addentrarti senza pericoli nei gironi infernali delle investigazioni private
Baldini+Castoldi, collana le Formiche, pp. 204 ca., 19 euro.
La fascinazione per il mondo delle Investigazioni ed Intelligence farcisce da tempo immemore gli scaffali di librerie e biblioteche e rimpolpa il palinsesto di qualsiasi canale televisivo o piattaforma streaming. Un mestiere antico, romantico, mitizzato e a volte banalizzato, la fi gura del detective solletica la curiosità anche del pubblico più indifferente alla tematica crime.
Ma come avere una visione reale di quel che significa e comporta essere un detective oggi se non attraverso lo sguardo di un reale investigatore? Con un approccio non convenzionale e moderno, Klara Murnau, a capo di un’agenzia fluida di respiro internazionale e con abbastanza carriera alle spalle da aver visto il mestiere cambiare sotto le sue mani e adattarsi a sempre nuove tecnologie e culture, sarà il novello Virgilio che accompagnerà il lettore nei gironi della ricerca della verità. In questo manuale atipico, la materia viene esplorata con praticità e realismo. Meno istituzionale dei libri disponibili ad oggi sull’argomento, più orientato alla praticità nel processo di analisi e strategia attraverso l’occhio ironico e professionale del narratore, scopriremo come formulare stratagemmi coerenti con ciò che investigare significa: risolvere il caso attraverso una raccolta prove che possibilmente non infranga (troppo) la legge.
Dall’infedeltà all’antispionaggio, dal controspionaggio industriale fino alle cosiddette Investigazioni Impossibili, queste case historysuddivise per tipologia esplorano i risvolti dell’animo umano portandoci a constatare che l’assurdo può far parte della vita di chiunque e che chiunque può trovarsi in situazioni tali da richiedere l’intervento di una azione di intelligence à la carte.
17 febbraio
Enrico Franceschini
Arrivederci Londra
Baldini+Castoldi, collana i Lemuri, pp. 256 ca., 19 euro.
Sono dodici giornalisti europei: un italiano, un francese e uno spagnolo, una tedesca, un’austriaca, una danese e così via, ciascuno prigioniero degli stereotipi nazionali, come in certe barzellette politicamente scorrette, ma tutti uniti dall’amore per Londra, dove abitano e lavorano da anni. Per loro la metropoli sul Tamigi, sfavillante, multiculturale, globalizzata, è la New York d’Europa, in cui si sentono perfettamente a casa propria. Finché un giorno arriva il referendum sulla Brexit ed è l’equivalente di un tradimento coniugale: l’amara scoperta che gli inglesi li hanno ripudiati. Lo shock collettivo, condiviso dai quattro milioni di cittadini dell’Unione Europea residenti in Gran Bretagna, produce una reazione inaspettata nella dozzina di corrispondenti esteri che si ritrovano ogni settimana nel ristorante nei paraggi di Downing Street diventato il loro club: l’incontenibile desiderio di dare una lezione ai brexitiani. Sperando che produca un ripensamento sul divorzio dal continente.
Dapprima organizzano una serie di scherzi atroci, poi passano alle maniere forti: messo da parte il computer su cui scrivono gli articoli, iniziano una caccia indiavolata alle categorie più fieramente euroscettiche all’ombra del Big Ben. Con il passare dei mesi si moltiplicano gli incidenti, Scotland Yard assegna le indagini a un’ispettrice con l’acume di Miss Marple e a un sergente con la pigrizia di Poirot, mentre si avvicina il momento fatidico in cui la Brexit deve entrare in vigore. La sporca dozzina di reporter riuscirà a scongiurarla? Oppure verranno scoperti, arrestati, sbattuti in carcere?
Una dark comedy sulla surreale pagina di storia che dieci anni fa ha diviso l’Europa. Un giallo semiserio sulla speranza che, parafrasando una vecchia battuta, la nebbia sulla Manica non isoli per sempre l’Inghilterra. Il romanzo della Brexit.
6 marzo
Matthias Martelli
Il giullare ribelle
Vita apocrifa di Dario Fo
Baldini+Castoldi, collana i Fenicotteri, pp. 208 ca., 19 euro.
Dario Fo, ultimo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura, viene raccontato in questo libro con nuova forza, originalità e passione.
A narrare la sua storia non è uno storico né un giornalista, ma un attore che incarna il suo teatro sulle scene italiane ed europee: Matthias Martelli, interprete di un fortunatissimo Mistero Buffo in tour da anni.
La vita eclettica di Fo — dall’infanzia tra i fabulatori del Lago Maggiore al clamoroso Nobel, dall’unione con Franca Rame alla lotta politica e sociale — prende forma in un racconto vivido, che restituisce tutta la potenza teatrale, civile e umana del “giullare ribelle”. Martelli non vuole museificare Fo, ma riaccendere la vitalità di una tradizione teatrale colta, gioiosa, popolare e sovversiva. Una voce che oggi, più che mai, ha bisogno di essere ascoltata.
SEGUICI SUL NOSTRO CANALE TELEGRAM, RESTA AGGIORNATO SUI NOSTRI CONTENUTI E COMMENTA CON NOI!

Commenta per primo