
La casa editrice HarperCollins Italia annuncia la pubblicazione de Il bar di Cinecittà, il nuovo romanzo di Walter Veltroni, disponibile in tutte le librerie a partire dal 5 maggio. L’opera rappresenta un grande affresco storico e familiare che restituisce al pubblico la magia, le profonde contraddizioni e l’autentica umanità di un luogo unico al mondo: Cinecittà.

Il Bari di Cinecittà
Attraverso una narrazione che unisce la grande Storia collettiva e la storia personale, Veltroni offre un punto di vista originale sul Novecento italiano. Il romanzo segue le vicende di Giovanni Diotallevi, un ragazzo di sedici anni che nel febbraio del 1937, grazie all’intercessione del padre, varca per la prima volta le imponenti colonne della città del cinema ancora in costruzione. Lavorando al bar di Franco Romoli, Giovanni evita una vita di fatiche fisiche e si ritrova immerso nel fulcro pulsante della creatività nazionale e internazionale.
Il romanzo celebra il fascino intramontabile di Cinecittà, un luogo iconico della cultura italiana che nel 2027 festeggerà i novant’anni dalla sua inaugurazione. Dal bancone del bar, il protagonista osserva scorrere mezzo secolo di storia del nostro Paese. La narrazione attraversa l’epoca del fascismo, i drammi della guerra con gli sfollati ospitati proprio negli studi cinematografici, la rinascita della ricostruzione, l’entusiasmo del boom economico e la celebre “Hollywood sul Tevere”, per giungere infine alla crisi del cinema innescata dall’arrivo della televisione.
La meticolosa ricostruzione storica si intreccia con l’invenzione letteraria, arricchita dai memorabili incontri del protagonista con figure leggendarie del grande schermo, da Federico Fellini a Marcello Mastroianni. Come si legge nel romanzo: “A Giovanni piaceva l’idea di essere proprio lì dove questa fabbrica di sogni veniva edificata, nella più grande macchina di illusioni, di storie e di fantasie che si potesse immaginare”.
Con questo lavoro Walter Veltroni conferma il suo grande talento di narratore. L’autore mescola con sapienza il rigore dello storico e la sensibilità del regista, raccontando l’Italia che lavora, sogna e resiste attraverso gli occhi di un ragazzo semplice circondato da grandi divi e persone comuni.
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