
A distanza di 80 anni dall’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, il romanzo Il vestito di mia madre porta alla luce la figura di Teresa Mattei, partigiana, attivista e simbolo dell’Italia che rinasce dalla dittatura e sceglie la democrazia. Fu lei a scegliere la mimosa come simbolo della giornata internazionale della donna e fu la più giovane eletta all’assemblea costituente.

Il vestito di mia madre
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Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali. In un’Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l’espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa “Chicchi”: staffetta ribelle.
Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all’Assemblea Costituente (25 anni), e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio.
Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi.
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