
Dopo la raccolta L’uomo che uccise Liberty Valance, Mattioli 1885 porta per la prima volta in Italia Donna bisonte (1977), il romanzo indimenticabile di una tra le voci più autentiche della narrativa del West, accostabile per intensità e profondità a scrittrici come Willa Cather, Mari Sandoz e Annie Proulx. Donna bisonte arriva in libreria a fine settembre con la traduzione di Nicola Manuppelli.

Donna bisonte
Buffalo Woman segue la vita di Turbine che Gira, una donna della tribù Oglala Lakota, nata nel 1820 non lontano dalle Black Hills. La sua esistenza attraversa oltre mezzo secolo di storia americana: l’arrivo dei coloni bianchi nelle Grandi Pianure, la decimazione dei bisonti, le guerre che portarono un intero popolo alla miseria, fino alla Battaglia di Little Bighorn e all’ultimo, disperato viaggio verso il Canada.
Attraverso gli occhi di una donna – madre, figlia, nonna – Johnson racconta il dramma dei nativi americani e la trasformazione irreversibile di un mondo. Con la sua prosa limpida e implacabile, restituisce al West la sua dimensione più autentica: non il mito della conquista, ma la voce di chi lo ha vissuto sulla propria pelle.
Una testimonianza del mondo dei nativi americani, vista attraverso la vita di una donna che rappresenta sia la forza che la fragilità del suo popolo. Non +tanto un romanzo di battaglie o azione, quanto di memoria, resistenza culturale e trasformazione irreversibile di un mondo. La prosa di Johnson è limpida, precisa e al tempo stesso evocativa, restituendo al West la sua autenticità senza mitizzarlo.
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