
Un manoscritto eretico. Un simbolo arcano. Un cadavere in un confessionale. Vitale Federici e Bernardo della Vipera indagano tra manoscritti proibiti, segreti nobiliari e rituali oscuri nel romanzo Delitto di mezzanotte. Dalla penna dell’autore italiano di gialli storici più amato, vincitore del Premio Bancarella, tradotto in 20 Paesi, autore da due milioni di copie, un omaggio al giallo classico, da Sherlock Holmes ad Agatha Christie.

Delitto di mezzanotte
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Aprile 1794. Durante una notte di tempesta che flagella la Garfagnana, il maestro di cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto in un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera, giunti in Garfagnana al seguito del padre di quest’ultimo, il conte Artemio. Ma questo delitto è solo l’inizio: nel duomo si sospetta la presenza di un manoscritto eretico attribuito ad Ariosto, mentre nei sotterranei di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che coinvolgono lo stesso conte. A essi guarda con morboso interesse anche Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E quando la verità sembra vicina, Vitale e Bernardo comprendono che il mistero è più profondo e pericoloso di quanto avessero immaginato.

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