È Alessandro Milan con I giorni della libertà (2023, Mondadori) ad aggiudicarsi il Premio Letterario Amalago 2026 e il trofeo, opera d’arte del maestro Marco Nereo Rotelli.
È stata premiata anche la coppia Paolo Jorio/Claudia Carrescia con La sirena di Posillipo (2023, Rizzoli), a cui è andato il Premio Speciale Agar Sorbatti per la creazione di un personaggio femminile di particolare rilievo, mentre Ilaria Rossetti con La fabbrica delle ragazze (2024, Bompiani) ha ricevuto il Premio Speciale delle Scuole.
Premio Letterario Amalago 2026: i vincitori
La cerimonia di questa quinta edizione si è svolta la mattina di sabato 19 settembre. I premiati hanno ricevuto, oltre a diploma e trofeo, anche un interessante riconoscimento economico, messo a disposizione dall’associazione Amalago, grazie al sostegno degli sponsor e all’intraprendenza di Massimo Ciaccio (presidente dell’Associazione Amalago).
Per la seconda volta il Premio Amalago è stato ospitato a Villa Giulia a Verbania. Ha animato la mattinata l’attore e regista Francesco Pellicini, che ha introdotto la lectio magistralis di Giuseppe Polimeni, riconosciuto riferimento per la linguistica italiana e membro dell’Accademia della Crusca.
Il professor Polimeni, partendo da una pagina de I promessi sposi di Alessandro Manzoni, ha ripercorso le origini del romanzo storico e il suo rapporto con la memoria: “la storia continua a interrogarci attraverso il romanzo”. Sul palco è intervenuta Sibyl von der Schulenburg (ideatrice e direttrice del premio), mentre il presidente della Commissione Tecnica Giovanni Grasso (scrittore e
capo ufficio stampa del Quirinale) ha inviato un saluto in video, in cui ha dichiarato che “il Premio Amalago si conferma uno dei premi più interessanti nel panorama letterario per quanto riguarda il romanzo storico.
E, a proposito del Premio Speciale delle Scuole, va segnalato il caloroso messaggio che ci è pervenuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito a firma del Sottosegretario Paola Frassinetti in cui si afferma: “esprimiamo apprezzamento per la Vostra iniziativa, che valorizza il romanzo storico italiano e invita i giovani a riflettere sul rapporto tra la memoria del passato e le sfide del presente. Si tratta di uno spirito pienamente coerente con l’azione del Governo e del Ministero dell’Istruzione e del Merito: dare ai giovani solide radici e strumenti per interpretare il mondo contemporaneo”.
Il libro che ha vinto il premio, I giorni della libertà, prende avvio da una pietra d’inciampo scoperta da Alessandro Milan poco distante da casa sua a Milano, che riporta il nome di Angelo Aglieri, impiegato del Corriere della Sera deportato nel maggio 1944 e morto nel campo di concentramento di Flossenbürg. Questa scoperta dà il via a una narrazione corale che ricostruisce le vite di persone comuni. Milan compone un affresco vivido della Resistenza milanese, con spaccati di vita quotidiana e restituisce la Storia non come un dato distante, ma come un insieme di vite vissute, una Storia che ha radici nella quotidianità di persone che “non sono entrate nei libri di storia, ma hanno fatto la Storia”.
Alessandro Milan è giornalista e conduttore radiofonico e televisivo. Per Radio 24 conduce diversi programmi di approfondimento. Ha pubblicato alcuni libri ed è presidente dell’associazione Wondy Sono Io (wondysonoio.it), impegnata nella diffusione della cultura della resilienza. Quest’ultima attività è il frutto di una dolorosa esperienza personale, in memoria della moglie Francesca Del Rosso, prematuramente scomparsa.
Paolo Jorio/Claudia Carrescia con La sirena di Posillipo (2023, Rizzoli), hanno vinto il Premio Speciale Agar Sorbatti per la creazione di un personaggio femminile di particolare rilievo. Il loro romanzo ci racconta la storia di Adriana Basile, ambientato nella Napoli secentesca. “Ovunque era giunta la notizia che esisteva una sirena in grado di intonare note celestiali. L’incanto fu tale sin dall’apparire di Adriana. Poi la voce: un racconto di suono e anima e corpo”.
Ilaria Rossetti con La fabbrica delle ragazze (2024, Bompiani) si è aggiudicata il Premio Speciale delle Scuole, trattando un episodio quasi dimenticato e più che mai attuale di lavoro femminile e morti bianche: l’esplosione della fabbrica Sutter & Thévenot di Bollate. Prima di lei fu Ernest Hemingway a parlarne in uno dei Quarantanove racconti.
Questa edizione del premio ha visto in gara tredici romanzi storici. La Commissione Tecnica presieduta da Giovanni Grasso ha decretato la terna dei titoli finalisti. L’ultima valutazione, riservata alla Giuria dei Recensori (composta da circa una cinquantina di lettori competenti), ha avuto il compito di leggere e valutare i tre libri finalisti. A questa valutazione si è affiancata quella di alcune scuole dei Comuni che si affacciano sul Lago Maggiore: l’Istituto di Istruzione Superiore Ferrini Franzosini di Verbania, il Liceo Classico-Scientifico Bonaventura Cavalieri di Verbania, il Liceo Scientifico Piero Gobetti di Omegna e il Liceo Scientifico Sereni di Luino.
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