
Venerdì 29 maggio readerforblind pubblica L’odio dentro di Servando Rocha, grande affresco narrativo sulla Spagna del tardo franchismo, indicato da Esquire España come miglior saggio del 2021. Rocha – scrittore, editore e attivista politico – è tra le voci principali della controcultura spagnola contemporanea.

L’odio dentro
L’uscita di West Side Story a Madrid, nel 1963, è un cataclisma che spinge una generazione di ragazzi della periferia della capitale spagnola, piena di rabbia e con stiletti negli stivali, a scendere in strada imitando le gang del film: ballano nei corridoi del cinema, aggrediscono i passanti, rubano auto, fuggono dalla polizia e danno vita a battaglie campali tra bande criminali. La più temuta è quella degli Ojos Negros, il cui leader, Ángel Luis, ha un carisma senza eguali e uno sguardo come un trapano, ama il rock nazionale e lavora come indiano nei pessimi film western girati nelle terre aride di Almería. Degli Ojos Negros entra a far parte giovanissimo Jose Luis Pacheco, che diventerà detenuto, legionario e, infine, Dum Dum Pacheco, uno dei pugili spagnoli più celebri e temuti del suo tempo.
Partendo dall’incontro con Pacheco e dal racconto della sua vita («Avevo tre soli idoli: Hernán Cortés, Franco ed Elvis Presley»), Rocha racconta una storia più grande, quella della Spagna franchista dal dopoguerra fino alla transizione democratica.
Nel corso di sei anni di intenso lavoro, consultando articoli di giornale, rapporti di polizia e intervistando gli ultimi sopravvissuti, Servando Rocha ha messo assieme i tasselli di una Spagna dimenticata.
Si è messo alla ricerca del Famoso Dongil, il Muhammad Ali spagnolo, che andava a combattere con un poncho dei Tupamaros e si credeva invincibile, e di Pelayo, il primo rocker iberico, che ritrova a cantare per i turisti in un piano bar alle Canarie. Ha conosciuto l’inafferrabile Mariano Revilla, numero due degli Ojos Negros, con due metri di cicatrici che gli ricoprono il corpo. Ha ricostruito le vicende del poeta falangista Dionisio Ridruejo e dei falangisti amanti del pop, gli affari dei nazisti e dei collaborazionisti rifugiati in Spagna, arrivati persino a guidare riviste di sinistra, e quelli dei mercenari dell’OAS francese, che aprirono i templi della movida madrilena. Ha attraversato la marginalità e la rabbia delle periferie, le speculazioni immobiliari dell’oligarchia franchista e le detenzioni nelle celle della sinistra Direzione Generale di Sicurezza.
L’odio dentro è un saggio e un romanzo-mondo, un documento incredibile e senza precedenti, nel quale l’autore scende agli inferi condividendo con il lettore ogni sua scoperta: «Stavo per entrare in un luogo inospitale e rischioso, una Spagna fangosa, brutale e sconosciuta. Ci andai con una torcia, scendendo passo dopo passo. Tremavo».

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