
Italo Svevo Edizioni ha annunciato l’uscita del libro Lettere da Endenich, disponibile a partire dal 31 luglio. Un insieme in frantumi non è recuperabile, bisogna provare a ricostruire l’immagine per come appare da uno specchio andato in mille pezzi, che non è possibile aggiustare completamente e che raffigura il volto di Robert Schumann alla fine dei suoi giorni.

Lettere da Endenich
Gli eventi che portarono Schumann a chiedere egli stesso il ricovero in una clinica per alienati non sono riconducibili a una sola patologia, a un solo caso. Vi sono un probabile tentativo di suicidio, una serie ripetuta di allucinazioni uditive, una forma di malinconia piuttosto grave che tuttavia non gli impediva la frequentazione degli amici o dei conoscenti. Quanto alle cause di questa instabilità emotiva si pensa a una malattia venerea contratta in gioventù, all’alcolismo, a un probabile bipolarismo in una fase acuta e senza ritorno. Frammenti, ciascuno con una sua verità. Le lettere dal manicomio di Endenich, qui tradotte e raccolte, sembrano ricomporre per un’ultima volta l’immagine distrutta del grande compositore.
Che gioia, amata Clara, mi hai portato ancora con la tua lettera e con i pacchi e il doppio ritratto. La mia fantasia è stata molto scombussolata nelle molte notti insonni; solo ora ti rivedo nei tuoi tratti nobili e veri. E che tu scriva dei nostri parenti, di tua madre, di Woldemar, Pauline, Therese, Rosalie a Norimberga e dell’attitudine musicale di Julie mi ha reso felicissimo. Così anche quello che scrivi di Brahms e Joachim e delle composizioni di entrambi.

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