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Lontano Lontano – Recensione

Lontano Lontano - Recensione

Lontano Lontano ci avvolge in un mistero conturbante con un’estetica onirica e oscura. Veniamo catapultati durante una terribile tempesta, come i personaggi della vicenda, in un immenso parco in cui spicca una sontuosa villa. Ogni personaggio arriva in circostanze diverse e particolari. Qualcuno è arrivato attraversando l’armadio, qualcuno sembra aver perso la strada, ma tutti sembrano arrivare in circostanze inspiegabili. Tutti tranne l’ispettore Italo Grimaldi (e qui, chi conosce Vilella, avrà già capito la direzione dell’opera).

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Lontano Lontano – La nostra recensione

Il suo caso sembra diverso, qualcuno infatti sembra averlo convocato. Ad accompagnarlo, per aumentare il senso di straniamento, un ex collega che riteneva passato a miglior vita. Fin da queste prime tavole iniziamo a percepire quindi un clima un po’ sinistro, in cui il limite tra ciò che è reale e ciò che non lo è si fa labile

In un intreccio in cui i misteri si infittiscono sempre di più, ogni personaggio sarà portato a chiedersi cosa lo abbia condotto davvero in questa villa e cosa lo leghi al proprietario. Proprietario di cui non si sa quasi nulla. Lo vediamo in uno stato di morte apparente, seduto al tavolo da disegno, come se si fosse bloccato durante una sessione creativa. Sulle tavole sparse ritroviamo dei bozzetti di uno dei personaggi coinvolti.

Questo indizio causerà parecchio scompiglio tra i presenti, sebbene si rivelerà fondamentale per la risoluzione del mistero. E noi, da lettori esterni, non possiamo che cogliere in queste scene i riferimenti all’autore stesso. Avvolto in uno stato trasognato e inaccessibile, l’artista farà sorgere molte domande nei suoi ospiti. Perché sono stati convocati? E chi sono, veramente? Come e perché li disegna, se loro non lo conoscono?

Con una serie di citazioni ai suoi lavori precedenti, Sebastiano Vilella ci porta a interrogarci sul processo di creazione.

La storia è strutturata in atti, quasi fosse un’opera teatrale. La presenza di tavole dal tratto “pastoso” poi ci fa rivivere l’atmosfera della tempesta che si abbatte sulla villa. Ci sentiamo avvolti e trasportati in un luogo sospeso, nel quale le regole della realtà sembrano incrinate.
La svolta sarà l’arrivo di un giovane dall’aria angelica. Questi costringerà i personaggi a guardare oltre ciò che hanno creduto vero fino ad allora, così da poter risolvere l’enigma.
Un racconto dal sentore lievemente dark, che ci porta a confrontarci con un mistero accattivante e ci rapisce così nella sua dimensione surreale. La storia inoltre può essere letta su più livelli. 
Ci porta infatti a interrogarci anche sulla realtà e sul rapporto tra creatore e opere, intessendo così una meta-narrazione sul processo creativo. Lontano Lontano diventa quindi fonte di riflessione sul processo artistico, portando la nostra attenzione sulla genesi dell’opera stessa.

Questa possibilità di lettura su più livelli, la rende un’opera apprezzabile sia da chi ama le storie dark e di mistero, che si ritroverà a voler risolvere il caso, sia da chi ama opere più riflessive e filosofiche.

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