Vietnam Horror – Recensione

Oltre l'orrore della guerra

Leviathan Labs, bella realtà del fumetto italiano, aggiunge un titolo imperdibile al suo catalogo. Cosa fa più paura, la guerra o la follia?
Massimo Rosi e Vito Coppola confezionano una storia in quattro capitoli/rapporti di guerra che entusiasmerà sicuramente il trasversale pubblico del mondo nerd.

  • Formato: brossura 16×24 cm – Bianco e nero
  • Pagine: 120
  • Prezzo: € 15

Vietnam Horror – La nostra recensione

La vicenda è ovviamente ambientata in Vietnam, durante la guerra tra gli Stati Uniti e l’esercito locale, quei Charlie che causeranno agli USA una delle cicatrici più dolorose della loro storia e che é stata d’ispirazione per molti film, canzoni e romanzi.
Ma anche nella realtà, sono tante le vite spezzate sul campo di battaglia, così come è tragica la sorte di chi torna dalla guerra, ma totalmente alienato, soffocato dai demoni nella testa, che possono essere zittiti solo con alcool, droghe o psicofarmaci.

Quando si è in guerra, la disperazione, l’ansia e la paura dominano. Si perdono compagni, si rischia di uccidere avversari e civili, persino dei bambini. Si combatte, si muore, non si sa bene per quale motivazione.

Rosi, accompagnato dagli ottimi disegni di Coppola, dà vita a personaggi profondi, ben delineati, sofferenti, provati dall’esperienza in guerra. E solo per questo, il fumetto va recuperato.
Ma, come ci dice il titolo, oltre al Vietnam, c’è l’horror. Molti soldati scomparsi potrebbero non essere stati uccisi dai Viet-cong ma dalla Montagna, essere vivente, spietata e vendicativa come un dio della mitologia omerica, che interviene nelle vicende umane e scherza con il fato dei mortali. Oppure, la guerra è la vera dea distruttrice che ha portato i soldati alla follia? Fateci sapere la vostra opinione.

Non vi resta dunque che andare in fumetteria e recuperare questo pregevole volume, orgogliosamente italiano. 


Informazioni su Mauro Orsi 51 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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