
Camelio, una creazione brillante di Paolo Bianchi edita da Little Rocket Games (che ringraziamo per la copia review, ndr), ha come protagonisti dei camaleonti che, apparentemente, sembrano avere più problemi con i numeri che con i colori. È un card game per 2-4 giocatori (quasi quasi peccato che non si possa allargare il numero di giocatori), con una durata che si oscilla sui 15-20 minuti.







Contenuto
- 36 carte Regolari (dorso monocolore, fronte con Sfere che indicano il valore)
- 24 carte Speciali Bicolore (dorso bicolore con numero di Sfere visibile)
- 12 carte Speciali Multicolore (dorso multicolore con numero di Sfere visibile)
- 1 regolamento
Camelio – La nostra recensione
L’obiettivo del gioco è molto semplice: raccogliere un determinato numero di set colorati (in base al numero di giocatori). Per farlo si deve pescare una carta, la prima coperta dal mazzo o quella scoperta, e collezionare 5 simboli dello stesso colore; quando si sceglie una carta però si può decidere a chi assegnarla, se a noi stessi o a qualche avversario per metterlo in difficoltà e, perché no, farlo sballare. Se si collezionano infatti 6 o più simboli dello stesso colore si scartano tutte le carte di quel set.
Un esempio lampante di come un design intelligente, come quello di Paolo Bianchi, possa generare una profondità strategica in un formato tascabile.
Carta dopo carta si vanno quindi a costruire i set ma, perché c’è sempre un ma, attenzione anche al dorso delle carte: queste sono di due tipi. Uno è monocolore e indica con certezza di quale colore sarà quella carta ma non quanti simboli ci saranno mentre l’altra tipologia è bicolore (o più), indicando con certezza quanti simboli ci saranno ma non di quale colore, mettendo quel pizzico di rischio in più in aggiunta agli ingredienti del gioco.
Per quanto si possa studiare una strategia, scegliendo di sottrarre una carta agli avversari perché potrebbero completare un set, resta sempre l’incertezza di cosa potrebbe apparire in cima al mazzo. A complicare ulteriormente le cose c’è anche l’aspetto che non vi mette al sicuro una volta completato un set: se infatti doveste riuscire a completarne un secondo dello stesso colore, ecco che entrambi devono essere scartati e quindi sarete costretti a ripartire da capo.
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Camelio si conferma come un esempio lampante di come un design intelligente, come quello di Paolo Bianchi, possa generare una profondità strategica in un formato tascabile. Il gioco riesce pienamente nel suo obiettivo di offrire un’esperienza breve ma densa di decisioni significative, dimostrando che la profondità non è correlata al volume della scatola.
Little Rocket Games ci consegna un filler con il cervello, garantendo un’alta rigiocabilità grazie all’imprevedibilità delle carte e alla necessità di adattare la strategia al rischio. Se siete alla ricerca di un titolo tascabile che non faccia sconti sulla strategia, Camelio merita indubbiamente un posto nella vostra libreria.
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Summary
Camelio è un filler game divertente, coinvolgente e per certi aspetti geniale grazie alla possibilità di interagire direttamente con la strategia degli avversari. Colorato, portatile e facile da imparare, si presta perfettamente con ogni numero di giocatori previsti (peccato che il limite sia solo 4) e si rivela un must-have nella vostra libreria.
- Giocabilità8.5/108.5/10
- Scalabilità8.5/108.5/10
- Rigiocabilità9/109/10
- Qualità dei materiali9/109/10

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