
Se c’è un immaginario intramontabile, è senza dubbio quello della pirateria (a voi il giudizio su quanto abbia contribuito la saga cinematografica de I Pirati dei Caraibi). Bende sugli occhi, mappe del tesoro logore, caraffe di rum e pappagalli sulla spalla sono solo alcuni dei cliché ma la vera essenza di un equipaggio di filibustieri non risiede solo nel fragore dei cannoni bensì nell’arte del sotterfugio, nel saper mentire spudoratamente guardando negli occhi i propri compagni d’azzardo mentre si stringe un pugno di dadi sotto un bicchiere di legno. È esattamente in questa taverna fumosa e oscillante che ci trasporta Lying Pirates, il titolo edito in Italia da Little Rocket Games (che ringraziamo per aver contribuito alla copia review, ndr). Un’esperienza ludica piratesca che unisce l’adrenalina di una regata navale spietata con la pura e dissacrante psicologia del bluff. Preparate i vostri dobloni e affilate le sciabole: la corsa all’ultimo sangue per il Trono dei Pirati è ufficialmente cominciata.






Contenuto
- 1 mappa
- 1 estensione della mappa
- 25 tessere
- 1 tabellone dei dadi
- 71 carte azione
- 13 carte varianti di gioco
- 6 carte riassuntive
- 50 dadi ciurma
- 3 dadi ciurma speciale
- 1 regolamento
- 1 riassunto delle tessere
- 8 sottobicchieri dei capitani
- 6 navi in legno
- 6 bicchieri
- 25 monete
- 1 segnalino primo capitano
- 3 dadi azione
- 6 dadi battaglia
Lying Pirates – La nostra recensione
A una prima occhiata superficiale, Lying Pirates potrebbe sembrare un classico gioco di percorso in cui muovere la propria nave lungo una rotta modulare di tessere che circondano l’isola centrale. Niente di più riduttivo. Il vero, pulsante cuore del gameplay risiede in una totale e brillante reinterpretazione del celebre gioco tradizionale Perudo (o Liar’s Dice). All’inizio di ogni round, l’atmosfera si fa tesa: ogni capitano agita freneticamente il proprio bicchiere capovolto, nascondendo alla vista altrui una ciurma iniziale di cinque dadi. Da quel momento in poi, la matematica si fonde con la recitazione.
Visivamente sbalorditivo.
Il flusso di gioco si articola in tre fasi ben distinte: Scommessa, Navigazione e Azione. Durante la Fase di Scommessa, i giocatori devono dichiarare quanti dadi di un determinato valore sono presenti complessivamente attorno al tavolo, sommando i propri a quelli, ignoti, degli avversari. Come nella migliore tradizione dei bucanieri, il valore “1” funge da Jolly, pronto a stravolgere i calcoli. A turno, i capitani possono rilanciare aumentando la quantità o il valore dei dadi (o entrambi), tentare di “bloccare” la scommessa dichiarandola esatta, oppure puntare il dito contro l’avversario precedente gridando al bugiardo. Quando i bicchieri si sollevano, la verità viene a galla: chi ha mentito piange miseria, mentre chi ha trionfato ottiene monete sonanti e il controllo esclusivo del Dado Navigazione.
I sopravvissuti alla scommessa avanzano lungo la mappa nella Fase di Navigazione proprio in base a questo tiro ma i mari sono stretti e la convivenza è impossibile. Ed è qui che entrano in scena le battaglie ma ricordatevi che può essere attivata solo una tessera per round, un dettaglio non da poco. Il capitano che esce vincitore dal duello ha l’onore (o l’onere) di attivare l’evento speciale della tessera di destinazione, scatenando tempeste, incontri ravvicinati con la Royal Navy, o maledizioni mistiche. Infine, nella Fase di Azione, la componente strategica si arricchisce grazie alla gestione della mano di carte Action (divise in Oro e Argento), che permettono di bombardare i rivali, deviare le rotte o reclutare dadi Ciurma Speciali per modificare le probabilità nei round successivi. In questa fase i giocatori possono anche acquistare nuove carte oppure far avanzare la propria nave, solo se ci si trova in ultima posizione però.
In Lying Pirates, il traguardo è tanto chiaro quanto effimero. Per reclamare il Trono dei Pirati e vincere la partita, un capitano deve riuscire a completare un giro intero del tabellone modulare, superando le insidie di ogni singola isola per attraccare nuovamente sulla tessera di “Inizio/Fine” contrassegnata dalla grande X. Sembra facile? Non lo è affatto, considerando che gli avversari faranno di tutto per scagliarvi contro carte bomba, rubarvi monete o appiopparvi il temibile “Dado Maledetto”, un elemento asimmetrico in grado di cambiare radicalmente i vostri dadi durante le scommesse e mandare in fumo ogni strategia.
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Cosa succede se il mare decide di essere beffardo fino all’ultimo istante? Se due o più navi pirata riescono a tagliare il traguardo nello stesso, identico round, il gioco non prevede una pacifica spartizione del bottino. Si scatena invece la Battaglia Finale. I contendenti al trono svuotano i propri forzieri per rimpolpare al massimo i propri dadi ciurma e si sfidano in una brutale sequenza di scontri a eliminazione diretta. Ogni lancio di dado Battaglia può decretare la salvezza o la perdita definitiva di un pezzo della propria ciurma, specialmente se sul quadrante compare il simbolo del Teschio, sinonimo di sconfitta immediata. Solo l’ultimo capitano che rimarrà con almeno un dado nel proprio bicchiere potrà cingersi la testa con la corona dei re dei mari, lasciando gli altri a galleggiare tra i relitti.
Se c’è un aspetto in cui il gioco brilla di luce propria, è il comparto visivo e materico. Lying Pirates non è solo un gioco da tavolo, è un pezzo d’arredamento di rara bellezza scenica. L’illustratore Srdjan Vidakovic ha svolto un lavoro maestoso: l’estetica generale strizza l’occhio ai trattati seicenteschi e alle antiche xilografie, conferendo alle carte, al tabellone e alle tessere un sapore “invecchiato” ed estremamente affascinante.
Dal punto di vista dell’esperienza al tavolo, Lying Pirates si dimostra un titolo eccezionale per serate ad altissimo tasso di interattività e divertimento caciaro ma non senza qualche interrogativo di troppo. Se da un lato è vero che la fortuna ha il suo peso e il caos generato dalle carte azione è sempre dietro l’angolo, dall’altro il regolamento pecca di qualche imprecisione (figlio della campagna Kickstarter) che per le prime partite vi porterà a consultarlo spesso. Tuttavia, ridurre il gioco a un mero lancio di dadi fortunoso sarebbe un grave errore. Molte dinamiche poi entrano in scena in diversi momenti della partita, dando la sensazione che in questo caso la regola d’oro “less is more” sia stata bellamente ignorata. Qualche regola in meno avrebbe potuto aumentare la qualità complessiva del gioco.
Dà il meglio di sé a partire dai 4 giocatori in su, dove il tavolo esplode in accuse reciproche, risate e colpi di scena teatrali. Lying Pirates è un acquisto obbligato per chiunque cerchi un gioco da tavolo strutturato, visivamente sbalorditivo e capace di trasformare una tranquilla serata tra amici in una spietata, memorabile e spassosissima guerra tra filibustieri. Prendetevi il tempo che vi serve per entrare a pieno nel mondo dei mari.
Summary
Lying Pirates è un gioco che merita la giusta attenzione, non solo per i fan del mondo piratesco. Diverse meccaniche (forse troppe) si intersecano tra strategia, bluff, rischio e quella sana dose di voglia di fare a cannonate in mare aperto. Una menzione è doverosa invece per quanti riguarda i materiali di gioco, vero valore aggiunto di questo gioco da tavolo.
- Giocabilità7.5/107.5/10
- Scalabilità8/108/10
- Rigiocabilità7/107/10
- Qualità dei materiali9/109/10

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