
Oggi la nostra passaporta ci ha scaricato direttamente nel cortile della Scuola di Magia e Stregoneria più famosa al mondo. Grazie a Cranio Creations (che ringraziamo per la copia review, ndr) è arrivato il momento di cimentarsi con Nome in Codice: Back to Hogwarts, l’edizione a tema Harry Potter del celebre gioco di Vlaada Chvátil, portata in Italia dai ragazzi di Cranio Creations.
SCHEDA NOME IN CODICE: BACK TO HOGWARTS





Contenuto
- 198 carte a due lati parola & immagine
- 72 mappe
- 1 porta carte
- 9 tessere delle Case in ognuno dei 4 colori
- 1 tessera Cappello Parlante
- 6 tessere porta bloccata
- 1 tessera Argus Gazza
- 4 carte abilità
- 8 carte erbologia
- 8 token delle specifiche Case
Nome in codice: Back to Hogwarts – La nostra recensione
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Se conoscete la versione classica di Nome in Codice, vi sentirete subito a casa ma con quel tocco di polvere di magia che cambia le carte in tavola. In questa versione Back to Hogwarts, il cuore pulsante del gioco rimane la deduzione basata su indizi verbali ma il tutto portato nel nome di Harry Potter.
Nome in Codice: Back to Hogwarts non è solo un’operazione di reskin commerciale. Funziona, e funziona maledettamente bene.
Sul tavolo viene stesa la classica griglia del gioco scegliendo tra il lato con l’immagine o quello con le parole o, perché no, mischiando le possibilità. una griglia 5×5 composta da 25 carte fronte-retro. Non si tratta però di una semplice operazione di restyling grafico: qui siamo chiamati a guidare una nuova nidiata di studenti del primo anno attraverso i corridoi magici, aiutandoli a trovare le proprie classi o a intrufolarsi nella sala comune senza farsi beccare dal fastidioso Gazza. L’atmosfera è vibrante: tra Gringott, Platani Picchiatori e Giratempo, ogni carta trasuda l’essenza dell’universo creato da J.K. Rowling, rendendo ogni sessione un vero tuffo nel Wizarding World.
Entrando nel vivo delle meccaniche, il cuore pulsante del gioco rimane l’iconico sistema deduttivo che ha reso Nome in Codice un successo planetario ma con varianti tematiche che faranno la gioia degli appassionati. I giocatori si dividono in due Case, ognuna guidata da un Prefetto che ha il compito di fornire indizi composti da una sola parola e un numero. Questi indizi devono collegare logicamente le carte della propria Casa disposte in una griglia 5×5. Gli altri giocatori, gli “studenti del primo anno”, devono interpretare il suggerimento e toccare le carte corrette. Trovare una carta della propria Casa permette di continuare a indovinare, mentre incappare in una porta chiusa o, peggio, in una carta avversaria, interrompe immediatamente il turno.
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La vera minaccia è rappresentata da Gazza: chi lo trova finisce dritto in punizione, decretando la sconfitta istantanea della squadra. La vera chicca di questa edizione sono le Abilità Speciali delle Case: una volta presa confidenza con le basi, ogni squadra può utilizzare poteri unici (come i segnalini deduzione per Corvonero o quelli di Erbologia per Tassorosso o Tassofrasso, che dir si voglia) che aggiungono uno strato strategico inedito e asimmetrico alle partite. Inoltre, la possibilità di giocare sia con le parole che con le immagini (presenti sui due lati di ogni carta) garantisce una rigiocabilità invidiabile.
Il pezzo forte è la possibilità di fare la propria Coppa delle Case con il suo relativo supporto e contapunti: una struttura in cartone che permette di inserire dei segnalini a forma di clessidra ogni volta che una squadra vince, tenendo traccia dei progressi in una sorta di “metagioco” che dura più partite. Nome in Codice: Back to Hogwarts non è solo un regalo perfetto per i fan di Harry Potter ma un’evoluzione solida di un classico moderno che riesce nell’impresa di non risultare ripetitivo grazie all’introduzione delle abilità asimmetriche e alla competizione a lungo termine per la Coppa delle Case.
È un titolo che brilla per accessibilità e profondità, capace di unire al tavolo babbani e maghi provetti in una serie di sfide che non vi stancheranno tanto facilmente.
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Summary
Nome in Codice: Back to Hogwarts non è solo un'operazione di reskin commerciale. Funziona, e funziona maledettamente bene. Certo, il gioco dà il suo meglio se tutti al tavolo conoscono almeno un minimo l'universo di Harry Potter. Se mettete a giocare qualcuno che non sa distinguere un Boccino d'Oro da una Passaporta, la difficoltà sale vertiginosamente e il divertimento rischia di perdersi un po'. Decisamente consigliato per tutti i potteriani.
- Giocabilità8.5/108.5/10
- Scalabilità8.5/108.5/10
- Rigiocabilità8/108/10
- Qualità dei materiali9/109/10

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