Presagi – Recensione

Tra tarocchi e profezie

Presagi - Recensione

Il velo del futuro è da sempre l’enigma più affascinante dell’umanità, un mistero fitto che astrologi, veggenti e iniziati cercano di decifrare interpretando i segni celesti. Presagi, il nuovo intrigante titolo ideato da Maxime Rambourg e splendidamente illustrato da Ben Renaut, ci catapulta esattamente al centro di questa suggestiva dimensione esoterica. Edito in Italia da Ghenos Games, che ringraziamo per la copia review, il gioco ci cala nei panni di mistici immersi in un rituale fatto di astri, costellazioni e arcane profezie.

SCHEDA PRESAGI

Contenuto

  • 42 carte (70x120mm)
  • 1 regolamento

Presagi – La nostra recensione

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Sotto la veste mistica di Presagi batte il cuore di un gioco di carte a squadre fortemente tattico. Il titolo supporta da 4 a 6 giocatori per una durata che si attesta attorno ai 30 minuti. La struttura di base sembrerebbe quasi ricollegarsi ai classici giochi di prese ma Rambourg stravolge completamente i canoni tradizionali: qui l’obiettivo finale non è accumulare punti o vincere più prese possibili ma l’esatto contrario. Per portare la propria squadra alla vittoria di un round, occorre essere i primi a svuotare la propria mano, rimanendo con una sola carta.

Un gioco accessibile nelle regole ma incredibilmente profondo

La preparazione è già di per sé un piccolo gioiello di asimmetria e incertezza. All’inizio, le squadre vengono determinate in modo occulto distribuendo le carte note come “L’Assoluto” (i valori dal 30 al 35). In base al valore ricevuto, i giocatori scoprono chi sarà il proprio alleato e chi l’avversario, ricevendo una carta riassuntiva che identifica la propria fazione. Nelle partite a 5 giocatori si crea persino un’intrigante asimmetria numerica, con una squadra da 3 elementi contrapposta a una da 2, bilanciata da un differente numero di carte iniziali in mano.

Il flusso di una sfida è tanto lineare da spiegare quanto profondo da padroneggiare: a turno, in senso orario, ognuno gioca una carta coperta o scoperta davanti a sé. Molti Arcani possiedono effetti immediati che stravolgono il tabellone o costringono a interazioni dirette. La vera magia, però, avviene alla fine della sfida, quando tutti i giocatori hanno posizionato la propria carta. In questo esatto momento si scatena il caos combinatorio: gli effetti simultanei si attivano e si determina il vincitore della sfida.

Regola generale: chi ha giocato la carta dal valore più alto vince la sfida e ha il “privilegio” di scartarla definitivamente. Tutti gli altri giocatori che non sono riusciti a scartare la propria carta a causa degli effetti in gioco devono riprenderla in mano. Capite bene che vincere una sfida è l’unico modo standard per alleggerire la propria mano e avvicinarsi al traguardo di una sola carta rimasta. Tuttavia, Presagi inserisce una serie di variabili uniche attraverso gli effetti degli Arcani che spezzano continuamente questa linearità. Giusto per esempio la Tristezza ignora il valore della carta più alta; a vincere sarà la seconda più alta, lo Specchio ribalta totalmente le regole del cosmo, decretando che a vincere (e quindi a scartare) sia la carta dal valore più basso oppure il Sogno che permette di forzare un altro giocatore a giocare una carta davanti a noi, stravolgendo l’ordine di turno.

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Il grandissimo pregio del gioco risiede nel divieto assoluto di comunicazione. Non si può rivelare cosa si ha in mano, né suggerire strategie. Questo costringe a una lettura psicologica degli avversari e, soprattutto, a una fiducia cieca nei confronti del proprio compagno. Bisogna capire quando sacrificarsi lasciando vincere un alleato o quando scatenare un effetto apparentemente svantaggioso per far scartare una carta chiave alla propria squadra. Un gioco di incastri perfetti in cui il tempismo e la lettura del tavolo sono tutto, fino a quadro una squadra non vincerà due round.

Presagi si presenta come un prodotto minimalista ma dall’impatto visivo a dir poco straordinario. Ciò che lascia davvero estasiati è lo stile grafico di Ben Renaut. Le illustrazioni si rifanno all’iconografia dei tarocchi classici e dell’astrologia esoterica ma la reinterpretano con una palette cromatica al neon, vibrante e moderna. 

Maxime Rambourg è riuscito a prendere la tensione e la profondità dei classici giochi di carte tradizionali, fondendole con la moderna meccanica della cooperazione silenziosa. Il risultato è un gioco accessibile nelle regole ma incredibilmente profondo e cerebrale nelle dinamiche psicologiche che si creano al tavolo. I round volano via rapidi tra colpi di scena, ribaltamenti dettati dagli specchi e calcoli millimetrici per rimanere con quell’unica, agognata carta in mano prima degli avversari.

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8638 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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