
Giovedì 11 giugno, dalle 14:30 alle 18:30, negli spazi di IULM 7_# Open Space (Via Pietro Filargo 38, Milano), l’Ateneo propone un pomeriggio di talk e attività aperte al pubblico per esplorare il gioco come linguaggio contemporaneo capace di generare relazioni, immaginari e nuove forme di partecipazione. Il tema si inserisce nel filone internazionale “Protect play, protect childhood”, ampliandolo a una riflessione sul gioco come pratica culturale da tutelare lungo tutto l’arco della vita.

IULM Game Lab presenta Il gioco è una cosa seria
L’evento sarà presentato e moderato da Fabrizia Malgieri, professoressa a contratto dell’Università IULM, si aprirà alle 14:40 con il talk “Homo Ludens 2.0: il gioco tra industria, cultura e società contemporanea”, dedicato all’evoluzione del gioco tra crescita delle community, centralità dei giochi da tavolo e trasformazioni del settore ludico come industria culturale. I protagonisti saranno il Direttore di Assogiocattoli Maurizio Cutrino, Ilenia Corea – Executive Director Toys Italy di Circana, e Alessio Lana, esperto di board game e giurato di Gioco dell’Anno. A seguire, il secondo talk, “Facce del dado: voci, storie e tavoli da gioco”, adotterà invece un taglio più esperienziale per esplorare i giochi da tavolo come strumenti di narrazione collettiva, costruzione di identità e creazione di comunità. Protagonisti di questo dialogo saranno Nicola De Gobbis – Fondatore di Need Games, Viola Stefanello – giornalista de Il Post, e Lorenzo Tucci Sorrentino, AD di Cranio Creations.
Dopo la parte di approfondimento, dalle 16:30 alle 18:30 l’evento proseguirà con sessioni di gioco libero aperte al pubblico. Le aree dedicate permetteranno di sperimentare giochi di ruolo, da tavolo e attività creative. Saranno presenti postazioni dedicate a LEGO – powered by OrangeTeam LUG, Gruppo di Appassionati di Costruzioni in Mattoncini LEGO e a Pokémon Trading Card Game – powered by Mirmex: appassionati e professionisti del settore che guideranno i partecipanti alla scoperta di regole e strategie, trasformando la teoria in un momento di esperienza collettiva.
“Il gioco è una cosa seria” si propone come un’occasione pubblica per interrogarsi sul perché dedichiamo tempo a queste passioni, su quali effetti esse abbiano nella società, e su come stia cambiando il rapporto tra cultura, mercato e comunità. Un appuntamento che mette al centro la capacità del gioco di generare connessioni e immaginari condivisi, confermando appieno il ruolo dell’Università come spazio di interpretazione e dialogo sui linguaggi del presente.

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