
Richard Linklater realizza un film che è un’enorme e sentita dichiarazione d’amore verso un periodo magico del cinema francese, raccontandoci la realizzazione di Fino all’ultimo respiro, l’opera prima di Jean Luc Godard.
Nouvelle Vague – La nostra recensione
Richard Linklater è un grandissimo regista. Il suo nome risulta poco googlabile rispetto ad altri, ma stiamo parlando di colui che ha diretto e scritto la trilogia dei Before (Before Sunset, Before Sunrise, Before Midnight), realizzato progetti ambiziosi interessanti come Boyhood e A Scanner Darkly, oltre a essere dietro la macchina da presa di cult movie come School of Rocke Tutti vogliono qualcosa.
In Nouvelle Vague, presentato – e apprezzato – all’edizione 2025 del Festival di Cannes, Linklater decide di narrare un momento storico del cinema francese e internazionale, attraverso il percorso di Jean-Luc Godard (interpretato da Guillaume Marbeck), brillante critico dei Cahiers du Cinema, pronto a fare il grande salto dalla scrivania alla macchina da presa. Tra anteprime cinematografiche, conversazioni con Francois Truffaut, Eric Rohmer, Claude Chabrol e TUTTI, ma proprio tutti i protagonisti del Cinema, prende finalmente forma per Godard la possibilità di girare la sua opera prima,Fino all’ultimo respiro..
Gli attori messi a disposizione dalla produzione a Godard sono un giovane outsider, Jean Paul Belmondo (Aubry Dullin) e la diva statunitense Jean Seberg (una grandiosa Zoey Deutch). Nessuno sembra essere pronto a cimentarsi con l’approccio di Godard, incentrato sul rischio più che sull’improvvisazione. Nessuna sceneggiatura, luce al naturale e macchine a mano. Gli attori sapevano pochi minuti prima delle riprese ciò che si andava a girare, rendendo così le loro reazioni emotive (e nervose) realistiche. Come andò, lo sappiamo tutti.
Cosa colpisce del film di Linklater?
Come accennato prima, Linklater esprime il suo intento di rendere omaggio a tutti coloro che hanno partecipato alla rivoluzione culturale degli anni 60: registi, collaboratori, attori, scrittori e giornalisti. Alla prima inquadratura, ogni persona ha il suo nome in sovraimpressione. Nessuno è stato e dovrà essere dimenticato, in quanto fondamentali per il Cinema e la Storia.
Emergono inoltre aspetti metanarrativi molto interessanti, come la scelta di girare il film in bianco e nero, in lingua francese con un budget da produzione indipendente (15-20 milioni di dollari). La location non poteva che essere Parigi, utilizzando molti luoghi scelti dallo stesso Godard, lavorando successivamente in post-produzione per rendere la Parigi del 2024 – le riprese si sono svolte poco prima delle Olimpiadi – quella dei 60s.
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Summary
Con la stessa attitudine di Quentin Tarantino con C’era una volta ad Hollywood, Richard Linklater trasmette il suo amore per il Cinema. Non sceglie la fiction, non sceglie il biopic, non realizza un documentario. Ci accompagna invece sul set, mettendo al centro della narrazione un giovane adulto alla scoperta di sé attraverso ciò che ama, prendendosi il suo spazio, contro la tradizione e il modus operandi dei “padri fondatori” della Nona Arte. Nouvelle Vague arriva il 5 marzo e il nostro consiglio è assolutamente di guardarlo in sala e in lingua originale. Passate parola!
- Trama8/108/10
- Regia8/108/10
- Personaggi9/109/10
- Colonna sonora7.5/107.5/10

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