Fuji – Recensione

The table is the lava!

Fuji recensione

SCHEDA PRODOTTO

Contenuto

  • 65 carte
  • 24 dadi speciali
  • 4 avventurieri in legno
  • 8 segnalini in legno
  • 4 schermi dei giocatori
  • vari componenti in fustella

Il Giappone richiama spesso alla memoria i ciliegi in fiore, i samurai, il sushi… Ma spesso ci si dimentica di quale sia il vero simbolo di questo paese, così lontano dai nostri lidi e così affascinante, il vulcano Fuji. Ed è proprio da questo colossale monumento che nasce l’omonimo gioco targato Cranio Creations e ideato da Wolfang Warsch. Fuji è un gioco co-operativo dove vestiremo i panni di alcuni sfortunati esploratori: già, perché mentre ammiriamo le meraviglie della terra del Sol Levante, ecco che il gigantesco vulcano decide di eruttare e risvegliarsi dopo anni. L’unica cosa da fare? Scappare.

Si salvi chi può – TUTTI

Fuji è un board game da 2 a 4 giocatori che tenta, vedremo poi con quale esito, di unire una componente strategica, con pianificazione delle mosse e degli spostamenti, con quella più propriamente casuale dovuta al lancio dei dadi. Ogni giocatore dovrà fuggire dall’eruzione del vulcano e scappare lungo il percorso per raggiungere la salvezza, rappresentata dal villaggio. Attenzione però: per vincere tutti i giocatori dovranno arrivare al villaggio. Qualora uno di questi non dovesse riuscire nell’obiettivo, per tutti ci sarà la sconfitta. 

Il primo passaggio è costruire il percorso che i giocatori dovranno affrontare: per farlo sarà necessario pescare una delle “Tessere Percorso” e riprodurre il tracciato posizionando le carte come indicato. Ogni carta avrà riportato dei disegni che indicano le condizioni per poterla raggiungere: avere un tot numero di dadi dispari o di un determinato colore, per esempio. 

Terminato il setup, ecco che inizia la vera e propria fuga. Ogni round è composto da sei fasi, riprodotti sulla scheda giocatore dietro la quale verranno tirati i dadi, che andranno a scandire i ritmi di gioco. 

La prima fase coincide banalmente con il primo tiro di dadi: una volta fatto questo e in base a quanto ottenuto, ogni giocatore deciderà la propria destinazione, cioè dove far arrivare il proprio personaggio a patto di avere un risultato migliore degli altri. Un giocatore infatti può muovere la propria pedina solo se la somma dei suoi dadi validi (quelli indicati sulla carta) è maggiore della somma dei valori dei dadi validi accanto a lui. Lo so, può sembrare complicato ma non è così. Per facilitare il tutto, i giocatori potranno anche parlare tra loro per decidere se e quanti dadi ritirare: è bene tenere presente infatti che l’obiettivo è salvarsi tutti e che quindi bisogna lavorare in questa direzione. Nella seconda fase bisognerà decidere il proprio obiettivo e dove si intendere arrivare con la propria pedina. La terza fase è quella del ritiro (nel senso di tirare nuovamente i dadi, ndr) mentre nella quarta fase è possibile giocare le quarte equipaggiamento, che permettono di modificare alcuni condizioni (o dadi) a noi stessi, a un giocatore in particolare o a tutti. Nella quinta fase c’è il conteggio dei dadi, per capire se avremo raggiunto il risultato necessario per muoverci o meno. Sempre durante questo passaggio dovremo fare i conti con la resistenza e verificare se avremo subito qualche ferita (non bastava la lava). Nell’ultima fase infine il protagonista sarà il vulcano Fuji: la lava scenderà lungo il suo pendio (verrano girate le carte colpite dalla lava). Se qualche giocatore si troverà sul percorso del vulcano (o avrà accumulato troppe ferite) ecco che la partita terminerà immediatamente. Per tutti. Di contro invece, per raggiungere la vittoria, gli esploratori – nessuno escluso – dovranno raggiungere il villaggio, contrassegnato da apposite carte.

La componente co-op è sicuramente ben strutturata e funziona soprattutto quando la lava del vulcano inizia a scendere con una certa rapidità. Lì la tensione e la frenesia hanno un certo peso e sbagliare è altamente sconsigliato. Fuji, come detto in fase di presentazione, è progettato per 2-4 giocatori ma in caso vogliate giocarci in coppia, sappiate che l’intera struttura perde un po’ di mordente e diventa meno accattivante e coinvolgente. Questo perché bisognerà comunque creare un terzo giocatore “fittizio” e i due esploratori dovranno tirare tre dadi davanti allo schermo e tre dietro, simulando di fatto una partita a 3. Una menzione finale la meritano le illustrazioni di Weberon Santiago, di pregevole fattura, soprattutto, a mio parere, quelle dedicate alle tessere percorso.


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3313 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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