Kingsburg: The Dice Game – Video Recensione

Al servizio di Re Tritus... Everywhere

Kingsburg: The Dice Game

SCHEDA PRODOTTO

Contenuto

  • 25 segnalini
  • 6 dadi speciali
  • 1 plancia Corte di Re Tritus
  • 1 blocco governatore
  • Regolamento

Il nome Kingsburg non è nuovo nell’universo dei board game e dopo l’edizione del 2007, forse la più nota, ecco arrivare la “versione dadi”. Certo, una versione dadi di un gioco dadi può sembrare una cosa un po’ strana, ma Kingsburg: The Dice Game riesce ad avere una propria identità, diventato un gioco in scatola estremamente semplice, immediato e, fatto da non trascurare, anche portabile, per giocare dove e quando si desidera.

Un regno nei dadi

Nei panni di uno dei governatori di Re Tritus dovremo amministrare una delle province di Kingsburg. Ma come? Abbinando strategia a una certa dose di fortuna o forse, per essere più precisi, scegliendo la giusta strategia in base a ciò che ci offre la sorte. Kingsburg: The Dice Game può essere inserito a buon diritto nel genere dei “Roll & Write”, quei board game che uniscono la sorte del tiro dei dadi con l’appuntarsi le proprie strategie e mosse.

Nel gioco ogni governatore avrà un foglietto sul quale dovrà appuntare gli edifici costruiti, l’arrivo dei nemici e l’ammontare delle proprie truppe. Tutto questo sarà deciso… dai dadi. A ogni lancio infatti i giocatori dovranno decidere come spendere il risultato ottenuto e conquistare così delle risorse che però, bene precisarlo, saranno virtuali. Tutto quello che non utilizzerete durante il vostro turno sarà perso e non più disponibile.

Ritornando al lancio dei dadi, i governatori potranno decidere di ritirare quanti dadi desiderino, eccezion fatta per le facce clessidra. Queste segnano il passare del tempo, il trascorrere delle ere e il conseguente arrivo degli invasori. La possibilità di ritirare con una discreta libertà permette di ancorarsi meno al “fattore C” e di avere un impatto più determinante del gioco: sarà il governatore infatti scegliere se tirare nuovamente o se utilizzare le risorse a propria disposizione, per seguire con decisione la strategia progettata per la provincia. 

Una volta confermato il risultato dato dai dadi ecco che entra in scena in maniera preponderante quella componente strategica già menzionata in precedenza. In questa occasione infatti decideremo come investire ciò che il “fato” ci avrà assegnato. Potremo fare nostri i consiglieri del Re, oppure acquistare le risorse virtuali disponibili in base al nostro lancio. Tutto questo ci permetterà di costruire alcuni edifici, tra quelli Unici. Come da nome, questi potranno essere costruiti una sola volta in tutta la partita, pertanto non sarà possibile ai giocatori possedere un edificio unico identico.

Il fine di queste strutture? Respingere le invasioni e guadagnare punti vittoria. Le invasioni avranno luogo alla fine di ogni era, che sarà determinata dal naturale scorrere dei turni o dalla presenza di “clessidre” sulle facce ottenute dai nostri dadi (qui si che si palesa il “fattore S” dato che non sarà possibile ritirare questi dadi). I cubi con una clessidra infatti non potranno essere e accelereranno in maniera sensibile lo scorrere del tempo e l’arrivo dei nemici. 

Se riusciremo a respingere gli invasori potremo ottenere dei punti vittoria, in caso contrario dovremo decretare la distruzione di uno dei nostri edifici, che non potrà più essere ricostruito. Alla fine delle tre ere, chi avrà più punti avrà naturalmente vinto la partita.


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3317 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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