Game of Thrones: cinque cose che è lecito aspettarsi dall’ultima stagione

La fine del gioco

Game of Thrones: cinque cose che è lecito aspettarsi dall'ultima stagione

Il 14 aprile andrà in onda la premiére dell’attesissima ultima stagione di Game of Thrones, la serie tratta dalle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin che è riuscita a sdoganare il fantasy medioevale in TV portandolo all’attenzione di un pubblico generalista. Il suo segreto? Un mix ben calibrato di personaggi interessanti e sfaccettati, intrighi ben costruiti, soft-porno e aspetti fantasy anche piuttosto hardcore dosati con cura, in modo da renderli digeribili a tutti. Questo, almeno, è quel che la critica sostiene. Io potrei dissentire su alcuni di questi aspetti ma non lo farò in questa sede.

Qui si parla del finale che sta per arrivare e che gode già oggi di un hype elevatissimo. Il saggio diceva: grandi attese generano grandi aspettative, spesso facili da disattendere. Il mio compito quindi è cercare di mettere insieme cinque punti saldi che è legittimo aspettarsi da questo finale, senza entrare più di tanto nei sogni degli spettatori, ma più che altro pensando alla portata dell’opera. Iniziamo, ovviamente senza spoiler.

1 – UN FINALE

Lo so, sembra una banalità, ma non lo è per niente. Chi vi scrive attende la fine di queste vicende da ben prima che la serie TV incominciasse, quando ancora le cronache stavano rinchiuse nei libri e nella testa di George R.R. Martin. Negli ultimi quattordici anni, ripetiamolo insieme: Q-U-A-T-T-O-R-D-I-C-I, il nostro “eroe” ha pubblicato un unico libro, A dance with dragons, facendo in pratica perdere la speranza a tutti i suoi lettori di poter mai avere per le mani i volumi finali dell’opera. Qualcuno non si è ancora arreso, qualcuno lo ha maledetto, ma buona parte della fanbase si è gettata sullo show come possibile palliativo. Non è la stessa cosa, ci sono differenze importanti di cui magari parleremo in altra sede (NdM: se vi interessa scrivetelo nei commenti!), ma in molti se ne faranno una ragione.

Anche HBO però, come Martin prima di lei, ha deciso di far agonizzare il suo pubblico ritardando di fatto di un anno la messa in onda degli ultimi episodi, dal 2018 al 2019. L’attesa quindi è stata davvero interminabile per tutti e ora che stiamo finalmente vedendo un traguardo, l’unica cosa che ognuno di noi vuole è UN FINALE. Che sia buono o meno, qualitativamente parlando, potrebbe non essere la prima preoccupazione dei fan.

2 – UN FINALE COMPLETO

Quando dicevo che non conta se sia o meno un buon finale vi stavo trollando. DEVE essere il miglior finale possibile, ovviamente, ma cosa questo implichi potrebbe non essere così semplice da definire. Siamo qui per provarci, però, quindi per prima cosa direi che è legittimo desiderare un finale completo.
La bellezza dell’opera è nell’aver disegnato un gigantesco affresco, che comprende storie di tantissimi personaggi che si intrecciano tra loro in modi imprevedibili e contorti. Un’opera del genere ha senso solo ed esclusivamente se alla fine l’equazione dà zero, per dirla in termini matematici, ovvero se ogni ramo della trama viene chiuso in maniera coerente. Questo non vuol dire far “vincere” A piuttosto che B, vuol dire non dimenticare pezzi per strada e non lasciare nulla di indefinito. Non siamo in Lost, per dare un riferimento opposto. Senza voler discutere quale tipo di narrazione sia migliore, mi interessa solo dire che quell’approccio di sospensione qui non è applicabile e se nell’opera di Abrams & Co. per alcuni fu uno degli aspetti rivoluzionari in positivo, qui non potrebbe che essere letta come fallimento.
Su questo mi sento però di poter tranquillizzare tutti: senza fare spoiler, è evidente come nelle ultime due stagioni gli showrunner HBO si siano proprio messi di impegno per dare ad ogni personaggio e ad ogni storia un punto finale. Non sempre la ciambella è riuscita col buco, in certi casi è sembrato che la conclusione fosse pensata con l’unico scopo di spuntarla dalla lista delle trame da chiudere e non per reale esigenza della storia, ma quella è più una questione di opinioni personali.

3 – UN FINALE COERENTE

Abbiamo il nostro finale e ci siamo assicurati non lasciasse indietro niente. Ci basta? No, ovviamente. Vogliamo che sia un finale coerente con quanto abbiamo visto fino ad ora, non solo in termini di trama, ma anche di stile. Se c’è qualcosa che GoT ci ha insegnato è che il bene non per forza trionfa, che i buoni non per forza vincono e che il “tutti vissero felici e contenti” non è sempre applicabile. La bellezza della serie sta nell’aver portato la cinica realtà della vita in un ambito, il fantasy, da sempre fin troppo stereotipato e radicato al concetto di eroe trionfante. Sarebbe spiacevole veder stravolgere questa visione al servizio di un finale super tradizionale.

Coerenza però vuol dire anche tener fede al plot costruito fino a qui. GoT è stata per anni la serie dei colpi di scena, più o meno riusciti, scritta appositamente per non dare certezze e punti di riferimento a chi guarda. Ora siamo alla fine e la voglia di sorprendere deve fare un passo indietro rispetto alla voglia di chiudere la storia senza salti, contraddizioni o brutti stravolgimenti. Volendo fare un esempio estremo: un meteorite che si abbatte su Westeros uccidendo ogni forma di vita sarebbe in linea con la tradizione di sorprendere lo spettatore, ma del tutto fuori luogo come conclusione della storia.

4 – UN FINALE NON BANALE

Quando una storia è costruita bene, con tutti i dettagli al posto giusto e la precisione maniacale che tutti abbiamo apprezzato in Martin e nei suoi corrispettivi HBO, diventa difficile per un fan attento non prevederne la conclusione prima che arrivi. Questo vuol dire che il finale debba per forza essere banale? No di certo, eppure è qui che le mie paure prendono corpo. Senza voler rivelare nulla, la settima stagione ci ha messo di fronte a situazioni un po’ facilone che, sulla base di quel che sappiamo ora, potevano tranquillamente essere evitate o sviluppate in altro modo.

Oltretutto, fin dal principio, sono stati molti i casi in cui l’elemento fantastico (la magia, i draghi, ecc…) sono stati utilizzati per trovare facili scappatoie o deus ex machina a situazioni di trama da cui uscire diversamente sarebbe stato più complesso. Questo è per me da sempre il difetto più grande dell’opera e mi spiacerebbe venisse applicato anche al finale.

5 – UN FINALE GROSSO

Mancano sei episodi. Le trame e i personaggi sono stati sfoltiti a sufficienza e il tempo per fare le cose per bene su quel che rimane da dire c’è tutto. Abbiamo il diritto di pretendere qualcosa di epico, di visivamente eclatante. Abbiamo tutto il diritto di voler chiudere con qualcosa che ci faccia cadere la mascella.
Recentemente, per arrivare alla fine preparato, ho deciso di riguardare tutte e sette le stagioni precedenti. In questi anni non solo la tecnologia e gli effetti speciali hanno fatto passi da gigante in avanti, ma anche il budget della serie è cresciuto in maniera spaventosa. La differenza negli anni si è vista, si è passati da battaglie solo accennate nel racconto dei protagonisti a battaglie messe in scena con grande dispendio di comparse ed effetti speciali. Ora siamo alla fine e, onestamente, voglio vedere ogni singolo dollaro speso al meglio per farmi saltare in piedi sul divano. Che ne dite, ci siamo come aspettative?

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"Nerd before it was cool": consumatore compulsivo di film e serie TV, videogiocatore ormai saltuario ed intramontabile aficionado di D&D. Ascolto anche un sacco di musica brutta.

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