Sword Art Online – Recensione

Reale o virtuale ma pur sempre vita

Sword Art Online - Recensione

Akihito Kayaba, così si chiama colui che ha dato vita ai sogni che ogni videogiocatore porta nel cuore.
In un giappone del 2022 inizia la nostra avventura nel magico mondo di Sword Art Online.
Sword Art Online altro non è che la creazione di una mente geniale, un impero virtuale dove i giocatori potranno connettersi tramite il loro Nerve Gear, (che sarebbe più o meno il nostro VR) apparecchio capace di poter far immergere totalmente nel gioco con una realtà aumentata del 200%.

Sword Art Online - Recensione

È solo un gioco?

Akihito Kayaba però è lo stesso nome di colui che imprigionerà ogni giocatore connesso, rendendo impossibile il logout per chiunque.
I giocatori saranno così costretti a vivere, letteralmente, dentro al titolo. L’unica possibilità che hanno di tornare alla vita normale è quella di completare tutti i 100 livelli e sconfiggere il boss finale, tenendo conto però di una piccola regola: la morte nel gioco sarà morte anche nel mondo reale.

Vivremo un’emozionante viaggio al fianco di Kirito. Un protagonista dai capelli neri come il buio ci accompagnerà alla scoperta del sorprendente mondo di SAO ma ovviamente non ci sarà solo lui: ci saranno decine di personaggi dotati di una caratterizzazione perfetta. Non mancheranno boss fight e difficili quest da risolvere anche se, forse, per la trama dell’anime, magari un po’ più di questi ultimi elementi non avrebbero guastato. Ma quelli che ci sono, CI SONO, e sono realizzati nei minimi dettagli. Per i videogiocatori sarà come guardar colare una cucchiaiata di miele su dei puncakes appena sfornati. Gli scontri sono avvincenti e ti tengono incollato allo schermo. Dotati di skills potentissime e diverse per ognuno, i personaggi si batteranno per difendere le proprie vite e quelle dei membri della loro gilda.

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Il mix perfetto

La prima stagione, in sole 25 puntate, è in grado di farti vivere un viaggio pari a quello che potresti vivere con un vero videogioco. Sarà sicuramente perché trattasi di quello, ma il compito di saper far entrare in un mondo virtuale lo spettatore attraverso dei personaggi che entrano a loro volta in un mondo virtuale, non è gioco mica da ridere!
Sword Art Online ce la fa. Ammetto che ci sono stati momenti dove mi sarebbe piaciuto avere un joystick fra le mani per unirmi ai protagonisti, o magari, essere direttamente nel mondo di SAO. L’unica cosa che si può fare in questi casi, per sentirsi un po’ più parte del mondo a cui ci siamo affezionati, è ascoltare la soundtrack, che in questo anime è un capolavoro scritto con guanti di velluto, delle sinfonie che si sposano con il tema, con i personaggi e con le nostre emozioni. Poterle ascoltare mi regala un piccolo attimo al fianco dei protagonisti camminando per i posti più incantevoli di Sword Art Online, così che anche noi spettatori possiamo evadere dalla vita reale e rimandare il nostro logout per qualche secondo in più.

Sword Art Online - Recensione

La trama è forse la miglior cosa mai assemblata. Videogioco, realtà virtuale e anime. Cosa può desiderare di più una persona come noi? Questo anime permette alle persone di poter evadere dallo stress quotidiano per un po’ e di vivere un’avventura davvero immersiva, come i protagonisti della storia (anche io non vedevo l’ora di poter tornare nel mondo di SAO). L’atmosfera che si respira è davvero incantata e così reale che sembrerà di essere a casa. Pur essendo un mondo virtuale (sia per noi, che per i protagonisti) le sensazioni umane sono rappresentate all’ennesima potenza. I paesaggi incantevoli mozzafiato e la musica da brividi, ci trasporteranno in una poesia firmata Reki Kawahara. Uomo capace di creare un mondo che vorrai visitare sempre come fosse la prima volta e viverlo sempre come fosse l’ultima.


“Sword

Informazioni su Mallory Bulma 3 Articoli

Emotivamente legata ai videogiochi, collezionista compulsiva, appassionata di anime, cinema e follemente innamorata del genere horror.
"Do not be sorry, be better."

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