Assassin’s Creed Odyssey – Recensione

L'odissea più bella

Assassin's Creed Odyssey - Recensione

Nulla è reale, tutto è lecito. Sono passati anni da quando questa frase è entrata nel mondo videoludico e la serie Assassin’s Creed ha conquisto milioni di fan in tutto il mondo. La saga targata Ubisoft ha conosciuto, con il susseguirsi di capitoli, luci e ombre procedendo però verso un lento ma costante declino, fino allo scorso anno. La software house infatti ha deciso di riprendere le redini di una delle sue saghe di maggior successo e ripartire da zero, avvicinando il mondo di Assassin’s Creed a quello degli RPG. Dopo le sabbie, le piramidi e il successo di Origins, si torna nell’antichità, alle origini della civiltà occidentale. Ed è qui che parte la nostra Odissea.

Assassin's Creed Odyssey - Recensione
La bellezza dell’Antica Grecia rinasce e si riscopre nelle vostre mani.

Alle origini della civiltà occidentale

Dall’arrivo di Bayek, Assassin’s Creed ha cambiato pelle, ha subito un’evoluzione, un passo decisivo per restare al passo con ciò che l’utenza chiede e ama. Con buona pace dei nostalgici, che sognavano (e sognano ancora) un’avventura alla “Ezio Auditore”, la scelta di Ubisoft di virare verso il mondo RPG ha pagato e la sensazione è che continuerà a farlo. Questo perché Assassin’s Creed Odyssey è un degno successore di Origins. Una delle caratteristiche che da sempre ha appassionato i fan di AC è la capacità della serie di portare i giocatori indietro nel tempo, incontrando epoche e personaggi che hanno fatto la storia della nostra civiltà, senza mai tralasciare quella doverosa accuratezza di dettagli. Tra i tanti desideri della fanbase (qualcuno ha detto Giappone feudale?, ndr) figurava senza dubbio l’antica Grecia e finalmente è giunto il momento di fare visita a spartani e ateniesi.
Assassin’s Creed Odyssey è ambientato nel 431 a.C., quando la penisola greca è attraversata da screzi e incertezze tra le due potenze Sparta e Atene. Sono passati anni dal tentativo di invasione persiana e ora la Grecia si riscopre fragile internamente, incapace di mantenere una pace conquistata con l’unione. Ed è qui, in questo contesto, che i giocatori dovranno scegliere tra Alexios e Kassandra, i due personaggi che andranno a vivere la storia di Odyssey. Nessun allarme, la trama sarà assolutamente la medesima, indipendentemente da quale sia la vostra scelta. L’avventura parte da Cefalonia, dove il nostro Alexios (ci riferiremo a lui nel corso della review) è un mercenario che intraprenderà un viaggio che costituirà uno dei filoni narrativi del gioco. Accanto a quello personale, che ci permette di scoprire il ruolo del nostro protagonista nelle vicende elleniche, c’è il filone che vede la comparsa di una misteriosa setta e infine un terzo filone più affine ad alcune caratteristiche tipiche di AC che però vi lascio scoprire man mano.
Sin dalle prime battute Assassin’s Creed Odyssey sembra voler seguire le orme, in tutti i sensi, di quanto visto con Origins, aggiungendo elementi talvolta nuova o riaffermando qualità già viste dodici mesi or sono. Come già accennato in precedenza, la saga ha strizzato l’occhio verso gli RPG ed ecco che ci troviamo a scelte durante i dialoghi, a un albero di abilità o alla massiccia presenza di quest secondarie anche se spesso si riveleranno fondamentali e non del tutto opzionali. Talvolta infatti dovremo, forza causa maggiore, affrontare qualche missione secondaria per guadagnare l’esperienza necessaria per migliorare Alexios e proseguire così nella campagna principale. Se volete affrontare a pieno Odyssey, che vi porterà via diverse decine di ore per incontrare i titoli di coda (ebbene sì), dovrete mettere in conto che una buona parte di queste saranno dedicate al farming, che come detto si rivela indispensabile per il proseguimento dell’avventura.
Assassin’s Creed Odyssey non è ancora un RPG a tutti gli effetti anche perché la scelte che andremo a prendere durante la storia e i dialoghi non avranno un impatto sempre così significativo e addirittura talvolta il gioco sembra dimenticare o ignorare del tutto le nostre decisioni e volontà. Interessante però la possibilità di rimuovere ogni indicazione dalla mappa di gioco e fare così affidamento esclusivo ai dialoghi e alle indicazioni verbali degli NPC, una variante che sicuramente garantisce maggiore immersione con il mondo pensato da Ubisoft ma che, inevitabilmente, va a moltiplicare le ore di gioco.

Assassin's Creed Odyssey - Recensione
Alla pugna!

L’Antica Grecia come non l’hai mai vista

Come facilmente intuibile, Assassin’s Creed Odyssey offre un mondo vastissimo che richiede moltissime ore per essere esplorato nella sua interezza. Se questo però è il contenitore entro cui avvengono le vicende, è doveroso analizzare ora anche i contenuti che Ubisoft ha plasmato per la sua Antica Grecia. Come prevedibile, il punto di partenza è quanto visto con Origins, a partire dal sistema di combattimento anche se non mancano certe differenze. La prima riguarda lo scudo, assente in questo nuovo capitolo. Se con Bayek era fondamentale per le parate, qui invece dovremmo fare affidamento esclusivamente alla nostra arma, lasciandoci ovviamente più esposti agli attacchi nemici. La vera novità riguarda però un sistema di abilità che andranno a caratterizzare il combattimento e la qualità di Alexios. Dal “calcio di Sparta” di Leonidiana memoria, già visto nei primi trailer, si passa attraverso il più classico albero delle abilità, tutte potenziabili a loro volta, aumentando così in maniera notevole la profondità di scelta e, più complessivamente, di gameplay. Questo permette agli utenti di plasmare il proprio eroe, assecondando così il sistema di gioco che meglio si adatta alle capacità e alle preferenze di ciascuno. Odyssey vede inoltre il ritorno di una feature da sempre amata dai fan: le battaglie navali. Essendo la terra greca un arcipelago di isole più o meno grandi, quale luogo migliore per navigare con la propria ciurma tra scorribande, frecce e arpioni? Nonostante non siamo di fronte alla vastità e alla grandezza vista con Black Flag, gli scontri navali nel mare ennelico sono comunque un ottimo diversivo, capace di variare il gamplay, dando agli utenti un’offerta ancora più ampia e completa, difficilmente riscontrabile in qualsiasi altro capitolo della serie. Tutto quello che vi offre Odyssey è unico in termini di quantità, su questo non vi è dubbio.

Assassin's Creed Odyssey - Recensione
La culla della civilità occidentale. La nostra casa

Le ombre sotto il Partenone

Di fronte a questa enorme vastità in termini di contenuti e di offerta puramente videoludica, purtroppo Assassin’s Creed Odyssey concede qualcosa e lo fa a livello di tecnico, dove emergono alcune incertezze e difetti. A fronte di ambientazioni realizzate comunque ottimamente e con estrema fedeltà, come già accaduto con Origins, non mancano purtroppo cali di frame, soprattutto quando lo schermo improvvisamente si popola di strutture e persone. Durante la nostra prova è capitato pure l’incontro con qualche fastidioso freeze che ci ha fatto storcere il naso in più di un’occasione. La sensazione però è che questi difetti non siano dovuti prettamente a un lavoro impreciso da parte di Ubisoft ma quanto a una certa saturità delle console di questa generazione (per lo meno quelle standard). Ciò non toglie che Assassin’s Creed Odyssey resta uno dei migliori capitoli di tutta la saga (personalmente il primato da videogiocatore lo conserva Assassin’s Creed II) aprendo nuovamente le porte a un futuro roseo.

Odyssey”

Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 2106 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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