Mortal Kombat 11 – Recensione

Fatality

Mortal Kombat 11 recensione

La serie Mortal Kombat ha sempre occupato un posto speciale nel cuore degli appassionati di picchiaduro. Stiamo parlando, di fatto, di uno dei franchise più longevi del genere insieme a Tekken e Street Fighter, ma nonostante i tanti anni sul mercato sembra che il meglio debba ancora arrivare per Raiden e compagni. Oggi, infatti siamo qui per parlare di Mortal Kombat 11 e di come la sua brutalità sia stata in grado di conquistarci a forza di ossa rotte e cuori spezzati.

Il precedente capitolo della serie si è rivelato un gioco solido e ha saputo convincere, col tempo, anche i più scettici… Ma ora è finalmente arrivato il momento di cambiare e dopo aver letteralmente divorato questo nuovo arrivato nella storia del franchise possiamo dire la nostra. Pronti? Fatality!

Fulmini rossi

Mortal Kombat è molto più di un normale picchiaduro, è un franchise con una storia precisa e dei personaggi che, anno dopo anno, sono entrati nel cuore dei giocatori. L’offerta preparata dagli sviluppatori include quindi non solo le classiche modalità competitive multiplayer, ma anche una solida campagna che ci permette di approfondire le vicende di Scorpion e compagni. Non vogliamo dire molto sulla trama per evitare fastidiosi spoiler, ma possiamo sicuramente affermare che la storia messa in piedi dagli sviluppatori funziona bene sebbene non sia proprio il massimo a livello di durata… Dopo circa 5 ore, infatti, si arriva alla conclusione e nonostante le cutscenes siano state realizzate molto bene avremmo sicuramente gradito qualche combattimento in più. L’espediente narrativo scelto, i paradossi temporali, forse è stato un po’ abusato ultimamente ma comunque in questo caso funziona bene e permette al giocatore di confrontarsi anche con guerrieri morti da tempo o presenti solo in specifici capitoli.

Passando invece al roster non ci possiamo assolutamente lamentare: la varietà, come al solito, è garantita e ci sono personaggi adatti veramente a ogni possibile stile di combattimento. A livello di bilanciamento è stato fatto un buon lavoro e, dopo averli testati tutti, non abbiamo avuto la sensazione che ce ne fossero alcuni eccessivamente più potenti di altri. Dipende tutto dal vostro stile di gioco e, naturalmente, da quella che può essere una vostra preferenza personale. Per quanto riguarda la personalizzazione estetica dei personaggi sono stati fatti sicuramente passi in avanti e le combinazioni possibili con equipaggiamenti e mosse speciali sono veramente moltissime. Questo aspetto, apparentemente secondario, fornisce al gioco una grande profondità e permette all’utente di sperimentare un bel senso di progressione affrontando le varie sessioni di gioco.

Come da tradizione i vari tesori vengono sbloccati in modo random nella cripta usando la valuta ottenibile in-game, ma possiamo sbloccare ricompense specifiche o legate a un certo personaggio anche attraverso le sfide (spesso molto complesse) offerte dalle torri del tempo. In ogni caso tutti i possibili vantaggi offerti dai vari equipaggiamenti vengono completamente eliminati nelle partite online competitive per ovvie ragioni.

Finish him!

A livello tecnico e di gameplay ci troviamo di fronte a un prodotto veramente solido. Questo picchiaduro, perennemente a 60 fps su ps4, presenta un motore grafico di tutto rispetto che viene esaltato al massimo con Fatality e Fatal Blow. Questi ultimi sono colpi speciali da utilizzare quando la barra della vita è ormai al minimo e, oltre a essere davvero spettacolari, sono in grado di sovvertire le sorti di un incontro.

Mortal Kombat 11 non è un gioco immediato, le combo sono spesso complicate da realizzare e serve veramente un ottimo tempismo. Ogni personaggio va studiato a fondo e il sistema di difesa legato a un tasto sicuramente richiede un po’ di tempo per essere padroneggiato a dovere. Gli sviluppatori hanno inoltre aggiunto delle barre azione (offensive e difensive) per permettere al giocatore di eseguire alcune combinazioni speciali sia in attacco che in difesa, spezzando così la semplice esecuzione di lunghe combo e aggiungendo varietà alla formula. Gli incontri offerti dal gioco, quindi, funzionano bene e offrono una buona dose di imprevisti oltre alla solita quantità industriale di sangue.

Le Fatality, vero marchio di fabbrica di Mortal Kombat, sono come al solito delle piccole opere d’arte splatter e anche in questo nuovo capitolo possiamo dirci soddisfatti al cento per cento di quanto abbiamo visto. 

Lascia un commento