MotoGP 18 – Recensione

Il ruggito delle due ruote

Mentre il campionato entra nel vivo, la software house tutta italiana Milestone porta sulla scena il nuovo capitolo della serie MotoGP che ormai da anni è diventato un appuntamento fisso per gli amanti delle due ruote.
Contrariamente a quanto accade di solito ai titoli di serie annuali, penso ai giochi sportivi in generale, MotoGP 18 non è una semplice riproposizione di quanto visto lo scorso anno ma è diventato un vero e proprio nuovo punto di partenza per Milestone. Il motivo? Anno nuovo, faccia nuova. Lo studio milanese ha deciso infatti di abbandonare il proprio motore grafico per fare spazio a Unreal Engine 4. Come è andata? Scopriamolo insieme.

Si torna in sella
MotoGP 18 non si discosta molto, a livello di offerte, da quanto visto in passato. A farne da padrone è la modalità carriera che vi metterà in sella a una moto dalla Redbull Rookies Cup con la speranza, dopo sette gare, di essere notati da qualche scuderia di Moto 3 e iniziare così la scalata verso la classe regina e conquistare il titolo mondiale. Per riuscire a salire di rango sarà indispensabile, naturalmente, conquistare vittorie che permetteranno di migliorare quattro parametri: gestione del gas, gestione del freno, posizione in sella e angolo di piega. Per potere migliorare queste statistiche non è necessario alcuno sforzo dal momento che occorre solo gareggiare e, perché no, raggiungere il podio.
Una volta conquisato il mondo “che conta” e aver abbandonato quindi l’universo dei rookie, ecco che esordisce una delle interessanti novità pensate da Milestone. Al giorno d’oggi lo sviluppo di una moto dipende molto dal contributo che il pilota riesce a dare, trasmettendo le proprie sensazioni in sella e apportando così le giuste correttive. Allo stesso modo anche in MotoGp 18 dovremo dare un apporto in questo senso, raggiungendo degli obiettivi preposti dalla scuderia durante le prove libere, le qualifiche e la gara. Far crescere la moto vi permetterà naturalmente di aumentare le performance in gara, conquistare risultati migliori e innescare così in circolo virtuoso che vi spalancherà le porte della classe MotoGP.
Accanto alla modalità carriera che, per inciso, vi mette a disposizione anche qualche personalizzazione del vostro alter-ego (come la scelta dell’avatar), tornano le modalità di gioco più note, come le sfide contro il tempo o la classica “gara veloce”. Se a livello di contenuti il titolo Milestone offre, più o meno, quanto ci si aspettava, ora è arrivato il momento di analizzare più da vicino il lavoro svolto dal team italiano e dal motore grafico Unreal Engine 4.
MotoGP 18 - Recensione
Il bello (e il brutto) delle due ruote
Voglio sciogliere subito ogni dubbio: MotoGP 18 è un buon titolo e anche bello da vedere ma non privo di difetti. Unreal Engine 4 riesce a dare un nuovo lustro al lavoro della software house italiana con un’eccellente realizzazione delle moto (compresi i danni) e della fisica di gioco e, più in generale, di tutto quello che riguarda prettamente ed esclusivamente la pista. Già, perché una delle più grandi lacune del titolo è la mancanza di profondità visiva. Se da un lato infatti carene e piloti sono stati realizzati in maniera impeccabile, dall’altro gli ambienti attorno ai circuiti, tra vegetazione e corsie dei box per esempio, sembrano essere stati realizzati in maniera più approssimativa, senza quella cura del dettaglio che si può riscontrare invece sull’asfalto. Resta difficile invece da capire la scelta dei 30fps per un titolo di corse, dove i 60 frame per secondo dovrebbero essere l’obiettivo vero. La causa di tutto questo? Personalmente non credo sia da imputare a una scarsa bravura o applicazione da parte di Milestone (anzi!) quanto a dei tempi forse troppo stretti per la realizzazione del gioco. La società milanese si è trovata infatti protagonista di diverse release in pochi mesi non riuscendo forse a dedicare tutta l’attenzione e il tempo necessari per lo sviluppo di MotoGp 18. A questo va tenuta in considerazione la poca dimestichezza con il nuovo motore grafico, appena approdato tra le mani dello studio. Sarei curioso di vedere un capitolo di MotoGP a cui Milestone può dedicare a pieno tutte le sue attenzioni (credo potrebbero esserci risultati strabilianti).
Anche per quanto riguarda la pista non mancano però dei difetti, soprattutto in materia di intelligenza artificiale, che sembra non aver avuto miglioramenti rispetto al passato. I nostri avversari spesso non si accorgeranno della nostra presenza in pista e, contrariamente a quanto accade nella realtà, da parte loro non ci sarà mai una sbavatura ma solo guida pulita e staccate che a volte rasentano la realtà. Per quanto riguarda la difficoltà, questa dipenderà dalle impostazioni e dagli aiuti che ogni giocatore sarà libero di scegliere all’inizio della gara. Al livello massimo comunque i piloti sono risultati più temibili e agguerriti rispetto al passato.
Una menzione finale per la presenza della sezione e-Sport, chicca immancabile per tutti gli appassionati e nuova frontiera del mondo videoludico delle due ruote.

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Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo geek.
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