Omensight – Recensione

Contro l'apocalisse

Omensight - Recensione

Articolo a cura di Paolo Costa

Omensight, a una prima occhiata, pare un semplice indie hack-and-slash senza troppe pretese. Invece, una volta che ci si addentra nella storia, si rimane piacevolmente sorpresi da una trama ricca e profonda che si mischia egregiamente con gameplay veloce e raramente frustrante.

Il gioco, sviluppato da Spearhead Games e disponibile per PC e PS4, ha un incipit che ricorda molto il classico Majora’s Mask: a causa dell’omicidio della Grande Sacerdotessa il mondo di Urralia finirà nelle prossime 24 ore, nei panni di Harbinger dovremo scoprire il colpevole e impedire l’apocalisse.
Al contrario di Link, Harbinger ha sì il potere di ritornare indietro nel tempo, ma non in qualunque momento del gioco. All’inizio di ogni giornata ci verrà data la disponibilità di seguire uno di 4 personaggi diversi. Seguendo ognuno di questi personaggi, Harbinger potrà scoprire un nuovo indizio riguardante l’omicidio e verremo così riportarti indietro nel tempo all’inizio di quest’ultima fatidica giornata.
Omensight - Recensione
Questa meccanica permette uno sviluppo più lineare e meno confuso della storia, oltre a rendere più interessante la rigiocabilità dei livelli. Data la struttura del gioco, dover rifare per 4 volte consecutive gli stessi livelli di gioco sarebbe stata un’impresa più tediosa che avvincente. Invece, dovendo cambiare ogni volta il companion da affiancare durante la giornata e introducendo i cambiamenti della linea temporale dovuti al potere di Harbinger, Spearhead Games è riuscita a gestire in maniera molto interessante il backtracking dei livelli di gioco.
Ma, oltre alla trama, Omensight si distingue anche per il comparto tecnico. La grafica che ricorda un cartone animato, le animazioni fluide e veloci e il comparto sonoro sono ineccepibili. Il gameplay segue il classico schema da action-RPG: poche mosse (salto, attacco debole/forte, schivata e attacchi speciali) e uno skill-tree (forse fin troppo semplificato) da sbloccare col proseguire del gioco.
Controller in mano, Omensight ricorda molto i giochi della serie Batman Arkham: combattimenti molto fluidi e dinamici che richiedono più tempismo che tattica.
Omensight - Recensione
Purtroppo i punti di forza del gioco, trama e gameplay, sono anche causa dei difetti più lampanti di Omensight. Il fatto di non poter riavvolgere a piacere il tempo, ma solo in punti prestabiliti della trama, può portare un senso di incompiutezza con alcuni personaggi. E, anche esplorando a fondo tutti i livelli disponibili, il gioco si finisce in massimo 10 ore. Probabilmente una scelta dettata dalla quantità di livelli disponibili ma forse un po’ troppo poco per sviluppare appieno la trama.
Riguardo il gameplay, per quanto ineccepibile nella stragrande maggioranza del gioco, soffre molto in un determinato livello ambientato in una foresta in fiamme. Qui, a causa di una combinazione di spazi ristretti ed un obiettivo di gioco che non lascia spazio ad errori, le meccaniche dei combattimenti mostrano i loro limiti e portano all’esperienza più frustrante dell’avventura.
Nonostante queste piccole pecche, Omensight rimane una piccola perla videoludica che porta una ventata di freschezza ritornando alle origini degli action-RPG.
“Geek-Store”


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3558 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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