Pompo la cinefila – Recensione

Un omaggio al cinema

Pompo la cinefila - Recensione

Esce per Anime Factory l’edizione home video di questo strepitoso film d’animazione: un inno alla speranza, un omaggio al cinema come macchina dei sogni, una metanarrazione sulla realizzazione di un film, tra magia business.

Pompo la cinefila – La nostra recensione

Joelle Davidovich Pomponette, detta Pompo, è una giovane produttrice cinematografica di successo. Si occupa principalmente di B-movie, puntando su trame lineari, attrici provocanti, mostri grotteschi, locandine barocche e film dalla durata complessiva limitata. Tra i suoi collaboratori c’è Gene, assistente di produzione e grande appassionato di cinema. Come Pompo, ha sempre guardato film, fin dall’infanzia. Lei, in compagnia del nonno, lui in solitudine prendendo assiduamente appunti sul suo quaderno, come continua a fare ora che lavora negli studi cinematografici di Nyallywood. 

Fa molto sorridere lo scambio di battute tra i due ragazzi su Nuovo Cinema Paradiso…ma niente spoiler!

Inizialmente, ho avuto l’impressione di guardare una divertente commedia sul mondo del cinema, una sorta di Boris versione anime. Invece, questo bellissimo film che parla della bellezza dei film (ogni ripetizione dei vocaboli è assolutamente voluta!) prende una piega molto poetica e ancora più interessante dal momento in cui Gene debutta nel mondo della regia con Meister, una sceneggiatura originale scritta proprio da Pompo. La paura di Gene di fallire nella realizzazione del suo più grande sogno si alterna con la realizzazione del film. Lo spettatore osserva Gene sul set, in tutte le fasi del suo lavoro: dalla scelta del cast al montaggio definitivo, dalla colonna sonora alla ricerca di produttori che possano finanziare l’opera prima del giovane regista.

Ogni personaggio che compare è ben delineato ed ha un ruolo importante nello sviluppo della trama. Il risultato finale è davvero ottimo.


Informazioni su Mauro Orsi 137 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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