Poupelle – Recensione

La città dei camini

Poupelle - Recensione

Poupelle della città dei camini trasporta lo spettatore in un’atmosfera fiabesca, lungo una storia all’insegna di avventura, mistero ed emozioni. In una città costantemente avvolta da una coltre di denso fumo nero, ormai nessuno alza più lo sguardo al cielo.

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Poupelle – La nostra recensione

Non ci si chiede cosa ci sia oltre il fumo dei camini e le mura della città. Vigono infatti poche regole, ma inflessibili: non si alza lo sguardo, non si inseguono i sogni e non si cerca la verità. Il sarto Bruno, tuttavia, la pensava diversamente e, con uno spettacolo, aveva spronato i concittadini a cercare le stelle nel cielo. Dalla sua scomparsa, è passato un anno ed è la notte di Halloween. Il giovane spazzacamini Lubicchi vaga per la città e, arrivato vicino alla discarica, incontra un “uomo spazzatura”, Poupelle.

Diventati amici, i due condivideranno la ricerca delle stelle e della verità sulla città, che li porterà ad affrontare un vero e proprio percorso di crescita. Lubicchi non ha infatti rinunciato al sogno trasmessogli dal padre e continua a lottare per la verità ogni giorno.

Poupelle e Lubicchi stringono un forte legame in virtù anche della loro somiglianza. Da una parte infatti l’uomo spazzatura rappresenta una creatura solitaria e incompresa, il cui aspetto fa sì che venga scambiato per un mostro. Dall’altra, il giovane spazzacamini viene deriso per il suo sogno e non ha amici. Sarà la condivisione della solitudine ad avvicinarli e far vivere loro un vero e proprio percorso di crescita emotiva. Indagando sulla ricerca delle stelle, i due scopriranno la verità dietro la città dei camini. Esiste qualcosa oltre il fumo? E perché non se ne può parlare?

Poupelle è una fiaba dai toni onirici che fa riflettere sull’importanza di inseguire i propri sogni ad ogni costo. Lubicchi rappresenta infatti la volontà di seguire le proprie aspirazioni e non arrendersi. Egli non accetta di conformarsi ad una società che vorrebbe schiacciare la nostra individualità e cancellare ogni sogno potenzialmente destabilizzante per lo status quo.
Con un tono dolce e mai pesante, il film fa dunque riflettere sull’importanza di ricercare la verità e mettere in discussione le regole, per evitare di essere intrappolati dalla consuetudine.

Inoltre, il rapporto tra Lubicchi e l’uomo spazzatura mostra il valore dei legami, dell’accettazione e dell’amicizia. Nonostante tra i due ci siano delle incomprensioni, anche forti, la volontà di esserci per l’altro e la condivisione di un sogno comune, rende l’amicizia sempre più forte e stabile. Il ragazzo dovrà poi elaborare la scomparsa del padre, affrontando un percorso di maturazione emotiva che farà versare qualche lacrima ai più sensibili.

Da un punto di vista di realizzazione grafica, Poupelle si distingue per l’uso dell’animazione in 3d. Con un’ambientazione che ricorda lo steampunk e un uso sapiente di forme e colori, richiama un’atmosfera dai toni Burtoniani. La palette cromatica è calda e satura, trasmette un senso di accoglienza e fa riecheggiare le sensazioni tipiche degli anime anni ’90.

La narrazione unisce in modo bilanciato scene più veloci e d’avventura con momenti più introspettivi ed emotivi. Non mancano poi l’elemento di mistero, che avvolge la storia della città, e scene più musicali, che rendono la visione molto scorrevole.

Poupelle si presenta quindi come un’opera apprezzabile a più livelli, che può intrattenere quanto far riflettere. Da una parte, può essere visto come storia d’avventura, dall’altra può anche essere apprezzato come riflessione sul rapporto tra l’individuo e la società, mostrandoci la magia che deriva dal non volersi arrendere alle imposizioni esterne.
Ringrazio Anime Factory per avermi dato modo di vedere questo film che appassiona e commuove, riportandoci un po’ bambini e spronandoci a non rinunciare ai nostri sogni. Una visione assolutamente consigliata!

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