Il silenzio dei vivi – Recensione

Una Napoli di mistero e oscurità

Il silenzio dei vivi - Recensione

Il silenzio dei vivi trasporta in lettore in una Napoli avvolta da una coltre di mistero e oscurità, sul cui sfondo si sta svolgendo una serie di efferati omicidi. Il caso viene affidato al commissario Ettore che, fin da subito, riconosce un modus operandi comune. Le vittime, apparentemente sconnesse, sembrano infatti legate da un filo, in quanto sopravvissute a tragedie di vario tipo.

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Il silenzio dei vivi – La nostra recensione

In un vortice di follia e oscurità, Ettore cercherà i pezzi mancanti per risolvere l’enigma con l’aiuto di due aiutanti alquanto peculiari, Bambino Pazzo e il Signor Nascosto. Durante questo viaggio, il protagonista si troverà costretto, suo malgrado, ad affrontare i demoni del passato, in un clima in cui il confine tra reale e immaginario è sempre più sfumato. Che cosa c’è dietro la porta di casa che non vuole aprire? Inoltre, Ettore sente che c’è qualcosa di molto sbagliato in questo caso, ma che cos’è?

Una storia che fonde atmosfere cupe ed elementi thriller, usando il giallo come stratagemma narrativo per guidare il lettore in un viaggio delirante alla scoperta dei demoni del commissario. In una lenta e avvolgente discesa verso la follia, il lettore rivive con il protagonista il suo passato e le sue conseguenze.

Il silenzio dei vivi fa riflettere sul dolore, il senso di colpa e il peso degli errori. In un clima sempre più surreale e sospeso, che sembra non avere più un collegamento con la realtà, il protagonista si trova in una strada senza possibilità di redenzione. Con un crescendo di drammaticità, ci porta a chiederci come possa trasformarci il dolore e come possiamo liberarcene.

Il ritmo narrativo è sostenuto e cadenzato. Accompagna il lettore senza che ci siano momenti di stallo e crea una ciclicità che ben si sposa con le vicende narrate. Tramite la ripetizione, di parole e inquadrature, la narrazione ricrea una vera e propria sincope. Così facendo, concorre a ricreare nel lettore lo stato di ansia e inquietudine in cui il protagonista sprofonda ma mano che si avvicina al pezzo mancante del puzzle. La predominanza della prospettiva di Ettore e il focus sui suoi pensieri contribuiscono inoltre a creare un’atmosfera onirica e tormentata, chiudendo il lettore in una bolla ed aumentando il senso di straniamento.

Le tavole sono in bianco e nero, con un tratto forte e spigoloso, che riflette e amplifica perfettamente il tono greve della storia. Proponendo scene con un livello di oscurità più elevato, Il silenzio dei vivi riesce ad evocare visivamente il vortice di follia e dolore in cui Ettore precipita.

Una lettura decisamente consigliata, per cui ringrazio NPE. Che siate appassionati di giallo e thriller o che vogliate un’opera tormentata e surreale, Il silenzio dei vivi non vi deluderà. Guidandovi in una vicenda oscura, introspettiva e fortemente drammatica, vi farà riflettere sul senso di colpa e il peso del passato.

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