Dobro – Recensione

Raddoppia e vinci

Dobro - Recensione

Esistono giochi nati per rilassare la mente dopo una faticosa giornata di lavoro e giochi nati per testare i limiti della vostra tolleranza e distruggere i tavoli da gioco a suon di imprecazioni. Dobro, il nuovo filler tascabile portato in Italia da MS Edizioni (che ringraziamo per la copia review, ndr), appartiene senza ombra di dubbio a questa seconda, gloriosa categoria. Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni ridotte della scatola o dalla grafica minimalista e pulita: dietro un’apparenza pacifica si nasconde un concentrato di pura cattiveria e sadismo ludico. Siete pronti a raddoppiare la posta e a spingere il vostro vicino di sedia oltre il baratro?

SCHEDA DOBRO

Contenuto

  • 60 carte
  • 1 regolamento

Dobro – La nostra recensione

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Il cuore pulsante di Dobro risiede in una meccanica di gestione della mano e di “scalata” numerica tanto elementare da spiegare quanto diabolica da padroneggiare. Ogni giocatore inizia il round con una mano di sei carte e al centro del tavolo si viene a creare una pila comune che accumula valore. Quando tocca a voi, l’obiettivo è semplice: dovete rispondere alla giocata precedente immettendo nel flusso una o più carte. Potete farlo giocando una carta con un valore pari o superiore a quello attualmente presente in tavola, oppure calando una coppia di carte identiche la cui somma riesca a superare lo scoglio numerico del momento.

La vera forza del gioco sta nella sua capacità di fare con poche regole un piccolo gioiello.

Il vero twist interessante è la regola del raddoppio. Se riuscite a calare una carta il cui valore eguaglia esattamente il totale corrente della pila, il valore dell’intera scalata raddoppia istantaneamente! Immaginate la scena: sul tavolo c’è un tranquillo e innocente 6, voi calate un altro 6 e improvvisamente il valore schizza a 12, lasciando il giocatore successivo con una bella gatta da pelare. Se questo giocatore risponde con un 12, il totale balza a 24. Capite bene che, nel giro di pochissimi turni, i numeri in gioco diventano mastodontici e insostenibili per chiunque.

A spezzare il ritmo e ad aumentare il tasso di imprevedibilità intervengono le carte speciali: i Jolly, capaci di assumere qualsiasi valore numerico per salvarvi la pelle (sì, potete anche giocare una coppia di Jolly); i Salta il Turno, perfetti per lanciare la patata bollente a chi siede dopo di voi; e gli Inverti il Giro, che cambiano la direzione del flusso proprio quando il giocatore prima di voi pensava di aver scampato il pericolo. Se non potete o, per pura strategia, non volete superare il valore in gioco, siete costretti a fare la cosa più dolorosa possibile: raccogliere l’intero malloppo di carte accumulate al centro del tavolo e aggiungerlo alla vostra mano, azzerando la scalata e avviandone una nuova.

Come se non bastasse gli autori hanno inserito una chicca sadica: la regola della dimenticanza. Al termine del vostro turno dovete sempre pescare dal mazzo per ripristinare la mano a sei carte. Se ve ne dimenticate prima che il giocatore successivo abbia eseguito la sua mossa, riceverete una carta penalità davanti a voi, che passerà di mano in mano a chiunque mostri segni di distrazione. Naturalmente questa sarà un malus nella fase di conteggio dei punteggi.

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Una partita si sviluppa lungo l’arco di tre round speculari. A questo punto si procede al conteggio dei punti in base alla quantità di carte accumulate. Qui la strategia si fa sottile: l’obiettivo primario è possedere la pila di carte raccolte più esigua possibile a fine round per assicurarsi il bottino di punti più alto. Chi ha inghiottito i malloppi più pesanti durante le scalate fallite si ritroverà con un pugno di mosche. Al termine dei tre round, chi avrà totalmente il punteggio più alto sarà naturalmente incoronato vincitore, con tanto di carta celebrativa.

Dal punto di vista dei materiali, Dobro si presenta nella classica veste dei piccoli giochi di carte da zaino. All’interno della scatola troviamo un regolamento snello, compatto e privo di fronzoli, accompagnato da un mazzo di 60 carte. L’aspetto grafico è essenziale, divertente (alcune espressioni sulle carte fanno veramente sorridere) e focalizzato sulla massima leggibilità dei numeri e dei simboli speciali, scelta che sposa perfettamente la natura dinamica e d’azione del titolo.

Dobro ha confermato in pieno il suo payoff: “Piccolo fuori, cattivo dentro”. È un titolo che scala egregiamente da 2 fino a 6 giocatori, pur dando il meglio di sé attorno al tavolo a partire dalle 4 persone, configurazione in cui il caos, le risate e i ribaltamenti di fronte si fanno letteralmente incontrollabili. La vera forza del gioco sta nella sua capacità di fare con poche regole un piccolo gioiello.

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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 8638 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
#powertobenerd

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