Orphan: First Kill – Recensione

Il prequel di Orphan

Orphan: First Kill - Recensione

Isabelle Fuhrman torna nei panni di Esther nel convincente prequel di Orphan. Cambia il regista, ma non il risultato: il film è da vedere!

Orphan: First Kill – La nostra recensione

William Brent Bell, il regista di Orphan: First Kill, ha una carriera nel cinema horror consolidata e ricca di successi, come Stay Alive, L’altra faccia del Male e Boy. Nel 2022, accetta la sfida di dirigere il prequel di Orphan, film del 2009 di Joan Collet – Serra, che vede, tra i produttori, anche Leonardo di Caprio.

Il film racconta l’inquietante storia di Esther, bambina di dieci anni adottata, che mostra diversi problemi  a livello relazionale e comportamentale.Si scoprirà che Esther è in realtà Leena, ragazza estone affetta da una malattia endocrina che la fa apparire come una bambina. In realtà è una giovane donna pluriomicida con problemi psichiatrici. 

Midnight Factory ci presenta in versione home video Orphan: First Kill, il prequel. 

Il film inizia con l’evasione di Leena da un ospedale psichiatrico, pronta a vestire i panni di Esther  Albright, bambina scomparsa da quattro anni. La famiglia la accoglie, con grande felicità del padre, Allan,pittore caduto in depressione dopo la scomparsa della secondogenita. La “bambina” desta invece più di un sospetto nella madre Tricia – interpretata da un’ottima Julia Stiles, che molti di voi ricorderanno come Lumen in Dexter – e il fratello Gunnar.

I colpi di scena si susseguono e gli scontri tra  tra Ester, Tricia e Gunnar diventeranno sempre più violenti e sanguinosi. La gentilezza e la cura di Allan verso Esther aumentano il corto circuito emotivo e mentale di Esther, che si innamora dell’uomo. Dopotutto è una giovane donna, non una bambina.

Il film convince più del film originale, creando tensione e fastidio negli spettatori, a causa (o sarebbe meglio dire “grazie”?) del personaggio di Esther, donna psicopatica capace di giocare con i sentimenti e le emozioni, senza alcuno scrupolo. Grande merito vanno dunque agli sceneggiatori David Coggeshall, David Leslie Johnson e Alex Mace e alle interpretazioni di Isabelle Fuhrman e Julia Stiles.

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Informazioni su Mauro Orsi 130 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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