Scream VI – Recensione

Si torna ad aver paura?

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Dopo il ritorno in pompa magna dello scorso anno con il quinto capitolo della saga, eccoci all’episodio numero sei. Ci si diverte ancora, qualche ruga inizia a vedersi, alcuni schemi narrativi sono un po’ ripetitivi, ma quando uscirà (ed è molto probabile) Scream 7 saremo ancora tutti in sala!

Scream VI – La nostra recensione

Al Bano e Romina cantano Nostalgia Canaglia, che potremmo considerare il leit motiv delle produzioni artistiche del XXI secolo, tra reboot, prequel, retcon e – come in questo caso – requel di saghe che hanno sfondato l’immaginario pop. Non è una critica, ma un dato di fatto innegabile. 

In questo quadro storico, lo scorso anno, nello stesso periodo di Matrix Ressurections, si è riaffacciato in sala anche la saga del compianto Wes Craven, Scream appunto. Con i primi quattro capitoli, il regista aveva regalato al suo pubblico il giusto mix di horror, slasher, thriller e (moltissima) ironia, attirando l’attenzione del pubblico non solo legato ai generi più adrenalinici e facendo indirettamente la fortuna dei creatori di Scary Movie.

Parlare di Scream significa riportare alla memoria serate con gli amici, nerdismo puro e amore per il cinema horror e le sue regole, colonna portante della saga e del suo svolgimento, grazie ad un divertente gioco metacinematografico tra chi guarda e chi fa il film. Senza perderci troppo nei ricordi, dicevamo che il ritorno dello scorso anno era stato inaspettatamente (almeno per me) clamoroso, una (quasi) parodia dei requel, condita da molto sangue e colpi di scena riusciti che hanno (quasi) sempre caratterizzato questi film.

Un anno dopo, l’attesa verso Scream VI è altissima e sicuramente la presenza di Jenny Ortega nel cast dopo l’exploit di Mercoledì (a voi è piaciuto?) assume un valore notevole anche a livello mediatico. Per coloro che non avessero visto il film del 2022, Ortega interpreta Tara Carpenter, la sorella di Samantha “Sam”, protagonista del film, ex fidanzata di Ritchie, l’ultimo deceduto Ghostface della saga. Le due ragazze, insieme agli amici Chad e Mindy, lasciano Woodsboro, storica ambientazione (Scream 3 a parte) della saga per spostarsi a New York e ricominciare una nuova vita dopo i traumi e le perdite subite nella scorsa disavventura.
Il cambio di setting rappresenta la prima novità del film: quando i nuovi Ghostfaces compaiono, gli spazi caotici di New York rappresentano un setting ideale, dove l’imprevisto e la tensione assumono un aspetto ancora più claustrofobico, dovuto al caos metropolitano.

Questo è l’unico punto di novità della saga? Assolutamente no, oltre all’ormai classica commistione tra personaggi nuovi e vecchi (tra gli storici, Courtney Cox  e Hayden Panettiere) e ai richiami agli scorsi capitoli (interessante il “tempio” dei nuovi assassini, ma niente spoiler), il film riesce a mantenere l’attenzione dello spettatore fino alla fine, nonostante risulti un po’ più immediato per gli spettatori individuare i colpevoli. Un’altra criticità sta nelle lentezza di alcune fasi del film: due ore sono troppe.

Il film, insomma, rispetto al precedente, perde in freschezza e non aggiunge nulla di particolare; c’è un tentativo di rompere alcuni schemi e regole del cinema horror (ricordiamo che in questa fase è Mindy a ricordarci le regole, facendo sempre riferimento alla saga Stab e al suo amore per l’horror), ma con alcune forzature. Segnalate le imperfezioni, che come sempre hanno un valore soggettivo, si consiglia caldamente la visione di questo film, che merita una valutazione ampiamente sopra la sufficienza. Pur con i suoi difetti, lo Scream Style è sempre una forma di intrattenimento vincente. Quando nell’introduzione facevo riferimento ad un certo hype per il possibile settimo capitolo, non c’era né ironia né semplice nostalgia.

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Informazioni su Mauro Orsi 130 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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