Aseb – Recensione

Giocare all'ombra delle piramidi

Aseb - Recensione

Se stai leggendo questa recensione è probabilmente perché sei rimasto incuriosito dall’immagine o dal nome del gioco ma sappi che prima di addentrarti nella vera recensione di Aseb è doveroso fare un rapidissimo excursus su Ludendo Docere, la realtà che si distingue per la produzione artigianale di antichi giochi da tavolo, dalla preistoria all’epoca moderna. Per meglio farti comprendere l’originalità e il lavoro di Ludendo Docere, vi riporto un estratto della presentazione direttamente dal loro sito ufficiale:

Ogni riproduzione è frutto di una lunga e accurata ricerca storica e viene realizzata solo con materiali di alta qualità; rifinitura, verniciatura e decoro sono fati totalmente a mano prestando attenzione a ogni più piccolo particolare così che ogni singolo pezzo possa essere unico e rievocare lo stile e il fascino di un’epoca lontana.

L’idea, l’ambizione e l’impegno di Ludendo Docere ha dato così vita a prodotti unici tra cui Aseb, che abbiamo avuto l’opportunità di provare e per cui ringraziamo sinceramente per la copia review.

Contenuto

  • 4 Dadi Egizi
  • 10 pedine (5 arancioni e 5 blu)
  • Plancia di gioco

Aseb – La nostra recensione

Per parlare di Aseb dobbiamo fare un viaggio nello spazio e nel tempo e spostarci per la precisione nell’Antico Egitto (XVIII dinastia), quando questo gioco compare tra le dune di sabbia della terra dei Faraoni. Si tratta di un gioco a percorso per due giocatori dalle regole semplici e dallo svolgimento rapido, al netto di strategie e ostacoli che si possono attuare nei confronti dell’avversario.
Prima di saggiare le meccaniche di Aseb, è doveroso spendere subito due parole (o geroglifici se vogliamo restare in tema) sulla qualità dei materiali forniti da Ludendo Docere. Assegnare un 10 non è mai una cosa banale ma vi posso garantire che in questo caso da parte del sottoscritto non c’è mai stato il minimo dubbio: si ha l’impressione di avere tra le mani qualcosa di prezioso, qualcosa che in un certo senso non ha nulla a che fare con le scatole di giochi che troviamo nelle nostre case o nei negozio. La sensazione è quella di stringere (con la dovuta delicatezza ovviamente) un pezzo di storia o un reperto archeologico e questo merito va sicuramente al lavoro e alla ricerca svolti da Ludendo Docere, che vede concretizzarsi studi in un oggetto di così bella manifattura. Non sto parlando solo del tabellone (diamante indiscusso, ndr) ma anche delle pedine, dei dadi e della confezione, tutt’altro che banale. Da non trascurare l’assenza di carta e il rimando al regolamento direttamente sul sito. Solo per questi aspetti l’acquisto del gioco è consigliato se non quasi obbligato. Un amante dei giochi da tavolo dovrebbe avere nella proprio collezione un prodotto Ludendo Docere.

Passando invece al “tavolo”, Aseb, come menzionato in sede di presentazione, è un gioco a percorso. L’obiettivo è quello di far completare il percorso sul tabellone a tutte le proprie cinque pedine impedendo naturalmente all’avversario di fare lo stesso. Per muoversi ci si avvale del lancio dai dadi, diversi però da quelli che conosciamo: questi sono infatti quattro bastoncini che, a secondo di quanti lati chiari mostrano, danno relativo punteggio. Attenzione però: 4 strisce marroni (o scure) equivalgono a 0.
A ogni lancio di dado si potrà muovere una sola pedina seguendo il percorso previsto (si parte dall’esterno per poi percorrere il centro) e non dividere il punteggio ottenuto per più pedine. Il tutto si fa più interessante quando si cade in una casella con l’occhio di Ra che permette di ritirare i dadi, oltre a garantire incolumità alla pedina stessa. Già, perché se si cade in una casella occupata da una pedina avversaria, la si mangia – un po’ come la dama o gli scacchi – facendola uscire dal tabellone e costringendo il nostro avversario a riposizionarla all’inizio del tabellone; anche per questo non è consentito che due pedine sostino nella stessa casella. Chi porterà per primo le sue pedine fuori dal tabellone (per farlo è necessario totalizzare un punteggio esatto e se non si possono muovere pedine si salta il turno) sarà incoronato vincitore.

Giocare ad Aseb si è mostrata un’esperienza per certi versi esaltante. Certo, forse la rigiocabilità non è così elevata ma è innegabile che tirare quei dadi e muovere le pedine su quel tabellone dà un certo brivido. Sinceramente non vedo l’ora di fare altri viaggi nel tempo e avventurarmi in nuovi giochi da tavolo del passato che alla fine si rivelano così sorprendentemente contemporanei.


Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 5363 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito e inusuale. Vita da nerd.
"Everybody lies. No exceptions."
Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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