Cronache dal Book Pride – Incontro con Kento

A tu per tu con Kento

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Dopo il Modena Play e il Salone del Libro di Torino, eccoci al BookPride, fiera dell’editoria indipendente, ma è una definizione a dir poco limitante. Stiamo parlando di uno degli eventi più interessanti di Milano: tre giorni  di incontri, scambi e contaminazioni positive tra persone. Abbiamo avuto l’onore di intervistare Kento, abbiamo parlato del suo podcast ILLEGALE, di musica, del suo lavoro nelle carceri…e di Wipeout!

Book Pride – Incontro con Kento

Francesco Carlo, aka Kento, entra in sala stampa, pronto a rispondere alle domande dei giornalisti. Risponde ad ogni domanda, sorride e coinvolge tutti i presenti, perché da rapper e narratore, ha molto da dire. L’occasione di questo incontro è il nuovo progetto, il podcast ILLEGALE, in uscita il 28 aprile per Emons Record.

Kento definisce la sua nuova creatura artistica come “un’audioguida all’Italia che non conosci, ma dovresti conoscere”. Nel podcast verranno presentate sei città, soffermandosi su tre luoghi in particolare per ciascuna di esse, per un totale di diciotto tappe. Si parlerà di angoli nascosti, invisibili probabilmente a buona parte dei cittadini stessi. Sono luoghi però importanti, fondamentali per la controcultura – aspetto che riprenderemo più avanti – e la possibilità di vedere parti della città con occhi diversi.

Anche quando Kento incontrerà in sala Bogotà il pubblico per presentare il podcast, si focalizzerà molto sull’importanza della scoperta e del viaggio (mentale oltre che fisico) per cogliere quegli aspetti innovativi e illegali della realtà urbana. 

In maniera molto naturale, il focus della conversazione con i giornalisti si sposta sul lavoro nelle carceri minorili dove Kento cura da dieci anni dei laboratori di musica rap, scrittura e poesia (a questo proposito, si consiglia vivamente la lettura del suo libro Barre, edito da Minimum Fax). Per parlare del suo lavoro, utilizza un’immagine forte quanto efficace: “questi incontri sono occasioni per mettere la penna in mano ai ragazzi, cioè a coloro a cui viene detto e che mai hanno occasione di dire. Ma loro hanno, eccome, il diritto di esprimersi”. Il binomio musica – carcere “non è una novità; anzi, lo riscopro ogni volta che un ragazzo mi chiede aiuto per scrivere una canzone per la mamma o la fidanzata.”

Ma di cosa parlano i testi scritti dai ragazzi? “Una parte della loro produzione parla, inevitabilmente, di strada e crimine. Molte volte, però, i testi vanno molto più in profondità e sono composti da coloro che spesso, davanti al giudice, quando si decide il loro destino, non riescono a proferire parola. Cosa spaventa più di ogni altra cosa questi ragazzi? La libertà.

Un altro argomento, inevitabile ma sicuramente inerente, è il successo della serie tv Mare Fuori. Pur trattandosi di fiction, ha portato nella collettività il dibattito sulla situazione carceraria italiana. Kento ne coglie gli aspetti positivi, aggiungendo che “il carcere è un luogo della città ed è bene che la collettività si ricordi della sua esistenza”.

Sono tanti gli spunti di riflessione che ci lascia Kento, che, al termine dell’incontro, concede ulteriore tempo a NerdGames.
Presentando la nostra testata Kento cita subito un grande pezzo di storia della (contro?) cultura nerd: Wipeout!!
“Finalmente posso citare dei videogiochi! Ma quanto mi piacerebbe poter sfidare e far competere tra loro i miei ragazzi a Wipeout?!”

Intervista esclusiva

Kento è una persona entusiasta, ha voglia di raccontare la sua visione del mondo. Vuole veramente rispondere alle domande poste. Ecco com’è andata la nostra chiacchierata in esclusiva:

NerdGames: Grazie Kento per la tua disponibilità. In questo momento il podcast è probabilmente il principale mezzo di divulgazione e anche tu hai scelto questa vita per raccontare la controcultura. Insomma, perché i podcast funzionano così tanto?

Kento: Il podcast è un mezzo che arriva a tutti, è disponibile sulle diverse piattaforme di streaming, senza abbonamenti e costi aggiuntivi. Inoltre, è ascoltabile in diverse circostanze e in diversi momenti della giornata. In questo periodo ce ne sono tanti, c’è tanto rumore a riguardo, ma non sempre ripagato da ottimi contenuti. Il nostro podcast – ti dico nostro, perché ci hanno lavorato venti persone e anche questo è un aspetto importante – ha un obiettivo editoriale chiaro, oltre ad essere ben curato nella forma e nel contenuto. Questa serie, disponibile dal 28 aprile, vuole portarci nei luoghi delle nostre città, dove è nata la controcultura.

NerdGames: Ma, attualmente, possiamo parlare ancora di controcultura? Ho come l’impressione che ognuno di noi vive nella propria “bolla” e c’è una maggior difficoltà a scoprire cosa accade nell’underground. Stiamo andando incontro ad un’omologazione del pensiero a livello intellettuale ma anche architettonico, con la gentrificazione dei quartieri che tende a far sparire quei luoghi speciali e necessari per la nascita di nuovi aspetti creativi.

Kento: Senza dubbio, il mainstream tende a fagocitare tutto ciò che nasce dall’underground. La street culture è ormai parte integrante della nostra vita nella moda, nel clothing. Quanti documentari, libri e podcasts ce la raccontano? L’hip hop – che compie cinquant’anni – è il linguaggio di tutti. Nel frattempo, però, in alcuni quartieri invisibili e nelle periferie, continua a nascere l’arte come mezzo di comunicazione. Lo spirito di scoperta e viaggio c’è in ognuno di noi. Questo ci permetterà di creare sempre nuova controcultura, perché continuerà ad esserci l’esigenza innata di comunicare. Con Illegale, punto a questo: portare le persone nell’underground, dove tutto ciò che ha spessore, nasce. Possiamo dire che il podcast è un backstage pass della controcultura!

NerdGames: Parlando di musica, vorrei farti una domanda sul fenomeno (abbastanza) nuovo della trap. Non ti sembra che nei testi ci si focalizzi troppo sugli aspetti legati al crimine e alla violenza e non emerge quell’aspetto di ribellione che ritroviamo nei gruppi rap dei decenni precedenti?

Kento: In realtà, con la trap si finisce spesso negli stereotipi. Violenza, ostentazione di ricchezza, gioielli e catene sono sempre stati parte di questo immaginario, ma come in tutti i fenomeni (contro)culturali, non bisogna fermarsi alle apparenze ma scoprirli.
Ricordiamo che il termine deriva dalle trap house e che ora esistono vari sottogeneri: drill, emo trap. EDM trap e altri che approfondiscono diverse tematiche, utilizzando sonorità differenti. 

NerdGames: Grazie per il chiarimento, sono già curioso di esplorare. Un’ultima riflessione  sul tema della scrittura, soprattutto legata al lavoro che svolgi nelle carceri con i tuoi ragazzi. In psicologia, la scrittura è riconosciuta come uno strumento utile per conoscersi, saper dare un nome alle proprie emozioni, ma anche per elaborare traumi.

Kento: Assolutamente si. Mi è capitato di scrivere con i ragazzi dei testi che partivano da situazioni pesanti, come poteva essere un lutto. L’esigenza di scrivere partiva proprio da loro, con esiti veramente incredibili ed emotivamente toccanti.

NerdGames: Grazie mille Kento per la chiacchierata non ci resta che attendere l’uscita di ILLEGALE! C’è già grande hype!

Kento: Grazie a te e mi raccomando, cita Wipeout!

Simpatia, cura e generosità. Ecco cosa mi porto a casa dall’incontro con Kento e la sua visione del mondo, che è un posto enorme da scoprire, ma difficile da scorgere nei suoi aspetti più puri e inaspettati. Un viaggio coraggioso e che dal 28 aprile diventerà anche ILLEGALE!

P.S. Un ringraziamento a Emons Record e ancora una volta a Kento e Mocho (https://www.youtube.com/c/mochohf) per avermi coinvolto nell’incontro pubblico in sala Bogotà.

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Informazioni su Mauro Orsi 137 Articoli

Lettore compulsivo, appassionato di cinema e musica. Ama le storie: raccontate, vissute, disegnate, cantate, scritte o sognate. Insomma di tutto, un po'(p).

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