Tredici: seconda stagione – Recensione

Le cassette erano solo l'inizio

Tredici: seconda stagione - Recensione

Tredici è una serie TV che ha saputo raccogliere ampi consensi tra critica e pubblico. Basata sull’omonimo romanzo di Jay Asher, la serie Netflix è riuscita a portare sul piccolo schermo argomenti non certo banali, capaci di fornire uno spaccato nudo e crudo sulla vita degli adolescenti di oggi, americani e non solo. Il successo ha portato la produzione a dare il là per una seconda stagione. Niente cassette ma nuove storie, nuovi sviluppi, nuovi drammi per Clay e i suoi compagni perché dopo Hannah nulla è più come prima.

Hannah non era l’unica
La morte di Hannah non è certo un lontano ricordo, facile da dimenticare. Questo riguarda in particolar modo Clay, protagonista indiscusso di questa nuova stagione. In questi tredici episodi troviamo il giovane ragazzo costretto a convivere dell’oppressante ricordo di quello che è stato e di quello che ha sentito nelle fatidiche audiocassette. In questo capitolo, perché di fatto si tratta di un secondo capitolo più che di una “nuova stagione”, faranno il loro debutto delle polaroid, delle sorte di briciole da dover seguire per raggiungere la verità.
Lo confesso, all’annuncio di una seconda stagione per Tredici, non ho potuto fare a meno di storcere il naso. Non ne vedevo l’utilità, la necessità e, a dirla tutta, nemmeno il senso. Con questo mood, non certo dei migliori, mi sono approcciato alla visione delle nuove vicende di Clay & Co. con una discreta dose di scetticismo. Mosso da queste sensazioni, i primissimi episodi non mi hanno saputo coinvolgere, lasciando un profondo senso di incertezza sul perché fosse stata realizzata questa stagione, incentrata sul processo intentato dalla madre di Hannah, per cercare di dare giustizia a sua figlia, facendo luce su quanto sia successo veramente.
Tredici: seconda stagione - Recensione
Sono passati cinque mesi dai fatti e gli avvenimenti raccontati nella prima stagione e Clay, oltre a dover affrontare i problemi legati alla scomparsa di Hannah (ben più presenti di quanto si possa immaginare), si ritrova in una relazione difficile con Skye mentre i rapporti con la famiglia non sono certo idilliaci. Insomma, problemi che ogni adolescente può incontrare nella sua vita anche se in questo caso sono elevati all’ennesima potenza.
Tornando alla nuova stagione, dopo i primi episodi ecco che la serie inizia a decollare e ad assumere quel significato a lungo cercato. In questo senso il merito va assegnato a una buona regia, capace di creare un climax crescente assolutamente di buon livello (alla fine sarete trascinarti e spinti a voler vedere l’episodio successivo) e a un cast di primissimo livello. Degni di menzioni in tal senso non solo Dylan Minnette (Clay) ma personalmente ho apprezzato moltissimo le performance di Kate Walsh (Olivia Baker e madre di Hannah), bravissima nel trasmettere la sofferenza di una mamma, incapace nel dare un senso a quanto successo e sopraffatta da dubbi e possibili sensi di colpa. Anche i personaggi secondari, se così si possono definire, riescono a dipingere le terribili sensazioni che possono essere provate in una situazione simile a quella raccontata in questa serie TV.
La seconda stagione di Tredici continua così quanto visto un anno fa presentando gli stessi argomenti, così attuali, anche se con una forza incisiva forse minore. La colonna sonora si è rivelata meno coinvolgente mentre il più grande difetto di questi nuovi episodi (sempre tredici) risiede proprio nel finale. L’ultimo episodio, dalla durata di ben un’ora, è sembrata una forzatura, un voler andare troppo oltre, perdendo la retta via e diventando così “altro”. Onestamente, una conclusione al dodicesimo episodio avrebbe forse creato un finale migliore, evitando così di lasciare, per lo meno nel sottoscritto, un senso di incomprensione e di scetticismo, andando così a chiudere un cerchio che era iniziato con l’annuncio di questa stagione.
Il secondo capitolo di Tredici resta comunque un prodotto godibile, meno oppressante e più leggero (per quanto una serie di questo calibro possa considerarsi leggera) ma che non riesce a raggiungere il livelli visti più di dodici mesi addietro e con un finale che lascia più di qualche interrogativo.
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Informazioni su Samuele "SamWolf" Zaboi 3560 Articoli

Videogiocatore da sempre, amante di boardgame, fumetti, cinema e Serie TV. Affascinato da ciò che è insolito, inusuale e profondo amante del mondo horror.
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Fondatore e ideatore di NerdGames.it
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